Oltre all'aspetto economico, dietro all'addio di Vlahovic dalla Juventus potrebbe esserci anche un clima non favorevole all'ambiente.

Un rapporto diventato complicato

La separazione tra Dusan Vlahovic e la Juventus appare ormai definitiva. Una conclusione che, secondo quanto emerge, non avrebbe provocato particolare sorpresa dentro lo spogliatoio bianconero. Alla Continassa, infatti, la rottura tra società e attaccante serbo sarebbe stata vissuta con naturalezza. Questo non significa che il peso tecnico del giocatore venga messo in discussione. Anzi, molti compagni hanno sempre riconosciuto il valore dell’attaccante. Gli ultimi mesi rappresentano un esempio evidente: quando la squadra ha attraversato un momento difficile, Vlahovic ha risposto segnando quattro reti in quattro partite. Tutto questo arrivando da problemi fisici importanti. L’attaccante ha spesso giocato convivendo con fastidi e condizioni non perfette. La sua voglia di rientrare rapidamente non è mai stata messa in dubbio. Dentro il gruppo esiste quindi una convinzione condivisa: perdere un giocatore con queste caratteristiche significa rinunciare a un riferimento tecnico importante. La frattura, però, non nasce dal campo.

Dusan Vlahovic

Tra leadership, rinnovo e rapporti complicati nello spogliatoio

Il problema principale riguarda ciò che sarebbe successo lontano dal terreno di gioco. Negli ultimi mesi, infatti, il rapporto tra Vlahovic e parte dello spogliatoio si sarebbe progressivamente deteriorato. Il serbo è sempre stato considerato un calciatore dal carattere forte. Una qualità apprezzata nei momenti difficili. In alcuni casi, però, alcuni atteggiamenti sarebbero stati percepiti come eccessivi. La questione rinnovo avrebbe aumentato ulteriormente le tensioni. Diverse indiscrezioni sulle trattative contrattuali sarebbero arrivate direttamente dentro il gruppo squadra. Alcuni compagni non avrebbero gradito il continuo confronto sugli stipendi e sulle gerarchie economiche interne. In particolare, non sarebbe stata apprezzata la prospettiva di mantenere uno stipendio superiore a tutti gli altri. Anche il tema legato ai rinnovi di altri giocatori avrebbe contribuito ad aumentare le distanze. Il silenzio pubblico della squadra dopo l’ufficializzazione della rottura viene interpretato da molti come un segnale significativo. Nessun messaggio particolare. Nessuna presa di posizione. Società, allenatore e compagni sembrano aver accettato la situazione.

Il nodo fascia da capitano e le aspettative mai soddisfatte

Uno degli aspetti che avrebbe deluso maggiormente Vlahovic riguarda la leadership interna. L’attaccante sperava infatti di ottenere un ruolo ancora più centrale dentro il gruppo. La questione fascia da capitano avrebbe lasciato particolare amarezza. Il serbo si aspettava maggiore considerazione, anche per anzianità e importanza tecnica. Le scelte della società, però, sono andate in una direzione diversa. Prima Manuel Locatelli, poi Bremer e infine Kenan Yildiz sono stati considerati davanti nelle gerarchie. Una decisione che avrebbe creato ulteriore distanza. Eppure, anche nei momenti più complessi, nessuno mette in discussione la professionalità mostrata dal giocatore. Durante gli infortuni ha accelerato il recupero e ha cercato continuamente il rientro. La volontà di aiutare la squadra non sarebbe mai mancata.

Un addio che divide tifosi e ambiente bianconero

L’uscita di scena di Vlahovic continua comunque a dividere l’ambiente juventino. Da una parte ci sono i numeri, considerati positivi da molti osservatori. Dall’altra restano aspettative enormi che forse non sono mai state completamente soddisfatte. Il peso economico dell’operazione del 2022 ha inevitabilmente aumentato la pressione. Cartellino costoso, stipendio elevato e responsabilità enormi hanno accompagnato ogni stagione del serbo. Secondo diverse ricostruzioni, il nuovo contratto richiesto sarebbe stato considerato troppo oneroso dalla società. Da qui nasce la scelta di separare le strade. L’attaccante sarebbe convinto di poter trovare altrove il contesto ideale per rilanciarsi definitivamente. La Juventus, invece, sembra pronta ad aprire un nuovo ciclo offensivo. Il tempo stabilirà chi avrà preso la decisione giusta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti