L'attuale tecnico rossonero affronterà la sua ex squadra in un match che vale tanto ma che, a sua detta, non sarà decisivo per la Champions.
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La sfida contro la Juventus nelle parole di Allegri
Alla vigilia di Milan-Juventus, Massimiliano Allegri ha concentrato gran parte del suo intervento sulla portata della gara contro la Juventus. Per l’allenatore rossonero non si tratta di una partita decisiva in senso matematico, ma resta un appuntamento da vincere per avvicinarsi ulteriormente all’obiettivo Champions. “È una partita delicata, contro una Juventus cresciuta molto con l’arrivo di Spalletti. Non è uno snodo definitivo perché per la certezza aritmetica servono ancora 7 punti o forse anche meno, ma vincere ci permetterebbe di fare un altro passettino in avanti”. Allegri ha sottolineato l’imprevedibilità del calcio e l’importanza dell’approccio mentale, ricordando come la vittoria di Verona sia stata finora la più pesante di questo finale. Non è mancato il rispetto verso i bianconeri. “Nelle ultime tre partite non hanno preso gol, speriamo lo prendano domani. Yildiz? L’ho lanciato io, ma è merito di tutta la società”. Il messaggio è chiaro: testa solo al risultato, senza distrazioni legate alla classifica o ad altri obiettivi secondari.
Obiettivo Champions e gestione del gruppo
Allegri è tornato più volte sul concetto di priorità: entrare tra le prime quattro. Ha ricordato i 66 punti conquistati e le 24 partite senza sconfitte, ridimensionando il peso degli ultimi ko. “È la somma dei punti che racconta il nostro valore. Ora abbiamo cinque partite per fare più punti possibili”. Anche su Leao il tecnico è stato netto: “Un giocatore bravo resta bravo. Ha avuto un problema fisico, ma si è sempre messo a disposizione”. Il finale di stagione, secondo Allegri, richiede solo concentrazione e pragmatismo: prima la Champions, poi tutto il resto.
Futuro, mercato e programmazione
Sul tema futuro, Allegri ha mantenuto una linea prudente. Nessuna apertura concreta sul mercato, ma la consapevolezza di avere già una base solida su cui costruire. “Parlare di mercato ora non serve. Io devo pensare ad allenare, la società al resto. Ci confrontiamo spesso e sappiamo cosa potrà servire”. Ha elogiato il mix tra giovani ed esperti presente in rosa, citando Jashari e De Winter come esempi di crescita, e ribadendo un concetto chiave: al Milan le aspettative restano sempre quelle di vincere. “Ai giocatori di esperienza la maglia del Milan non pesa. Poi tutto è migliorabile, ma abbiamo messo fondamenta importanti”.
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