UEFA, Ceferin: “Abbiamo quattro ipotesi per le coppe. Possiamo anche riprendere a settembre…”

Il presidente della UEFA ha parlato
Ceferin

TORINO – Il presidente dell’UEFA, Aleksander Ceferin, ha parlato ai microfoni de La Repubblica circa la ripresa delle coppe europee.

SULL’UEFA – “Questa situazione terribile rivela chi le possiede e chi no: il calcio europeo è unitissimo”.

SUI PIANI – “Nessuno sa quando la pandemia finirà. Abbiamo il piano A, B o C: siamo in contatto con le leghe, con i club, c’è un gruppo di lavoro. Dobbiamo aspettare, come ogni altro settore”.

SUL GOVERNO DI CRISI – “La videoconferenza era di tutti i soggetti del calcio europeo, la Fifa non era coinvolta. Con Gianni Infantino ho parlato prima e dopo, siamo solidali. La comunicazione è continua. È molto importante dimenticare interessi personali e disaccordi”.

SULLA RIPRESA – “Non è una risposta diplomatica: non sapendo quando finirà la pandemia, non possiamo avere un piano definitivo. Per ora ne abbiamo diversi. Non si può paragonare il sacrificio di Euro 2020, principale introito per 50 federazioni su 55, con quello del Mondiale per club, che ancora non esiste. Ma era la decisione giusta”.

SULLE OPZIONI – “Ricominciare a metà maggio, a giugno o anche alla fine di giugno. Poi, se non ci riusciamo, probabilmente la stagione è persa. C’è anche la proposta di finire questa stagione all’inizio della prossima, che comincerebbe un po’ più tardi. Vedremo la migliore soluzione per leghe e club”.

SUI CAMPIONATI NAZIONALI – “Se i club iniziano a giocare, anche noi possiamo finire le coppe. Si possono sfruttare le stesse date. Esempio: martedì Milan-Inter e anche, che so, Barcellona-Juventus. Lo stesso giorno: è una situazione speciale e unica”.

SUI CONTRATTI – “Sui contratti tra giocatori e club non abbiamo giurisdizione. Se la stagione ricominciasse, servirebbe un compromesso: che i contratti scadano più avanti e che il periodo per i trasferimenti slitti”.

SULL’EUROPEO – “Io penso che partirà l’11 giugno 2021. Se necessario, i club dovranno adeguare il numero di partite, ma è troppo presto per dire qualcosa”.

SULLE PORTE CHIUSE – “Mi è difficile immaginare tutte le gare a porte chiuse, ma ora non sappiamo se riprenderemo, col pubblico o senza. Se non ci fosse alternativa, sarebbe meglio finire comunque i campionati. Posso dire che non penso alle finali delle coppe europee a porte chiuse”.

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