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Lapo: “Purtroppo noi juventini siamo un pò viziati nel vincere sempre. Faccio i complimenti ad Allegri”

Lapo Elkann

Lapo Elkann ha parlato della situazione che sta vivendo la Juventus

redazionejuvenews

Lapo Elkann ha parlato durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo logo della FIGC, dove ha parlato anche dell'attuale momento della Juve.

SULLA JUVE - "Gli ultimi risultati mi rincuorano, faccio i complimenti ad Allegri e alla squadra. Purtroppo noi juventini siamo un po' viziati dal vincere sempre. Io gli auguro tutta la forza possibile per portare a casa il massimo dei risultati. Quello che apprezzo della squadra è che è riuscita a ribaltare una partenza difficile grazie ad Allegri e a tutti i ragazzi. Mi auguro che riesca a fare sempre meglio".

SU RONALDO -  "Ronaldo? È un amico personale, per lui provo affetto e rispetto, quindi un po' di rammarico in realtà c'è ma la nostra amicizia è immutata. Gli mando un abbraccio e l'augurio di fare il top col Man United. Ma anche che se trova la Juve di non segnare".

SU CHIESA -  "Sta dimostrando ogni giorno di essere sempre più forte. Se continua così e con questo focus, non ci sono limiti per lui. È un campione come suo padre e può diventare sempre più grande, per noi è un gioiello".

SU CALCIOPOLI -  "Rapporto tra FIGC e Calciopoli? Non mi occupo di questo, sono qui per presentare il logo della Federazione. Ci sono persone che si occupano di questo e io non ho ruoli nella Juve. Le persone non stupide non rispondono".

SUL CASO KOULIBALY - "Nel calcio non ci vuole violenza né razzismo, ci vuole amore e dedizione come si vede dai giocatori in campo. Sugli spalti vorrei vedere cultura, tutti vanno rispettati. Mando un grande abbraccio a Koulibaly. Il gesto che hanno fatto a lui è vergognoso. E' una vergogna perché le differenze sono una forza. La realtà dei fatti è che tutti hanno diritti e i diritti di tutti vanno rispettati. Koulibaly è un grande giocatore che merita rispetto e a cui porgo le scuse da parte degli italiani che hanno fatto quei gesti, io mi vergogno di quei gesti".