Il racconto a cuore aperto di Arek Milik: dagli anni difficili per via degli infortuni alla speranza di un ritorno nella nazionale polacca.

L’attaccante della Juventus Arek Milik, oramai prossimo a lasciare in estate il club bianconero, è stato ospite del podcast polacco Kanal Sportowi. Dal racconto di due anni difficili per via degli infortuni, a quale sono i suoi obiettivi per il futuro, leggiamo le sue parole:

Arkadiusz Krystian Milik

Nessuna dichiarazione fino a questo momento? “Negli ultimi due anni l’unica cosa di cui avrei potuto parlare erano i miei infortuni. Arrivo da un periodo che mi ha letteralmente logorato. Volevo staccare un po’ da tutto, ma oggi sono sorridente, riposato e pronto a giocare. Mi dispiace solo che la stagione con la Juventus sia appena finita. Nell’ultimo periodo mi sentivo come una persona affamata che camminava lungo una via piena di ottimi ristoranti”.

Il percorso di recupero è stato duro? “Ho riflettuto a lungo se affidarmi a uno psicologo. Ho avuto un grosso problema all’inizio dell’anno scorso, all’incirca da gennaio ad aprile 2025. Non sono stati momenti piacevoli, ma non direi che si trattasse di depressione. Però, per quanto mi riguarda, avevo toccato davvero il fondo. Un tempo il calcio era la mia via di fuga da qualsiasi problema. Mi è capitato più volte di dover interrompere bruscamente l’allenamento e andare a sfogarmi in bagno a piangere. È stato un periodo emotivamente durissimo. Più tardi, invece, sono arrivate le lacrime di gioia, quando a maggio ho ricominciato a tornare in campo poco prima del Mondiale per Club. Una cosa l’ho imparata: i soldi non danno la felicità”

Ritorno in patria? “Provo simpatia per il Gornik Zabrze, sono molto felice dei loro ultimi successi: vincere la coppa dopo così tanti anni è un grande traguardo. In generale prima non guardavo molte partite del Górnik, perché quando lo facevo o prendevano una batosta o pareggiavano. Se mi trasferirò lì? Parlo tutti i giorni con mio fratello, ma per questioni di natura familiare e non professionale”.

La Nazionale polacca? “Non posso promettere nulla, ma farò di tutto per tornare al livello in cui ero. È troppo presto per parlarne, perché prima bisogna conquistarsi i minuti nel club, il che non è facile. Ma il mio ritorno è possibile”.

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