Emanuele Giaccherini analizza la crisi della Juventus dopo il ko con la Lazio: il confronto nello spogliatoio e le responsabilità della squadra.
La sconfitta contro la Lazio ha lasciato il segno in casa bianconera. A intervenire sul momento complicato della squadra di Luciano Spalletti è stato Emanuele Giaccherini, ex centrocampista della Juventus e oggi opinionista televisivo. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha descritto il periodo attraversato dai bianconeri come uno dei più difficili degli ultimi anni, indicando nello spogliatoio e nella responsabilità dei giocatori due aspetti fondamentali per provare a invertire la rotta.
Giaccherini: “Uno dei momenti più bassi degli ultimi vent’anni”
L’ex calciatore ha sottolineato il peso della battuta d’arresto contro la Lazio, una sconfitta che, a suo giudizio, ha aggravato ulteriormente il clima attorno alla squadra.
“Diciamo che forse è uno dei momenti più difficili e più bassi degli ultimi vent’anni. Tolte le parentesi di Motta e Tudor, mi sembra che i punti in classifica in queste prime sette partite siano ancora inferiori rispetto alle passate stagioni. Diciamo che la sconfitta con la Lazio ha appesantito ancora di più l’ambiente, oltre la classifica, perché è stata una sconfitta diversa rispetto a tutte le altre”.
Il consiglio alla squadra: confronto senza l’allenatore
Giaccherini ha poi spiegato quale potrebbe essere, secondo lui, la strada per reagire. Prima di arrivare a decisioni drastiche sulla guida tecnica, l’ex centrocampista ritiene necessario che il gruppo si confronti apertamente, mettendo sul tavolo problemi e responsabilità individuali.
“Lo dico da ex calciatore: quando arrivi a questi punti bassi, secondo me, la cosa giusta per la squadra è chiudersi nello spogliatoio, senza l’allenatore, e si confronti su tutto al punto da arrivare a una scazzottata tra due, perché magari uno non va bene all’altro. Però, dopo questo, magari tutti tirano fuori qualcosa in più”.
Spalletti, le responsabilità non sono soltanto sue
Nel suo intervento, Giaccherini ha affrontato anche la posizione di Spalletti, invitando a non attribuire esclusivamente all'allenatore le difficoltà della Juventus. La squadra, prima di qualsiasi decisione, dovrebbe interrogarsi sul proprio rendimento e assumersi le proprie responsabilità.
“Ecco, a mio avviso, prima di cacciare Spalletti, credo si debba fare anche un esame di coscienza la squadra e prendere atto di quella che è la situazione, prendendosi ognuno le proprie responsabilità. A quel punto anche Spalletti non avrebbe più attenuanti, al momento può avere quella che le colpe non sono solo sue ma anche dei giocatori”.
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