Bendtner con la maglia della Juve
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La sua esperienza è stata fugace. Appena 11 presenze e 0 gol in un’avventura mai decollata in Italia. Tanti problemi fisici e un comportamento fuori dal campo rivedibile resero quel prestito solo una piccola parentesi. Eppure Nicklas Bendtner sa sempre come far parlare di sé e a stupire ancora. Durante un’intervista rilasciata all’emittente radiofonica Bbc 5, l’ex bianconero ha raccontato un aneddoto che risale al suo approdo alla Juventus, nell’estate del 2012.
Queste le sue parole: “Era tutto un po’ strano, perché era il mio primo giorno. Non riuscivo a trovare gli altri ragazzi. Poi trovai 12 giocatori nei bagni, che bevevano un caffè, chiacchieravano, stavano insieme e fumavano una sigaretta. È stata una cosa eccezionale e mi ha fatto pensare che quella sarebbe stata un’esperienza divertente“. Una visione evidentemente inaspettata per il giocatore danese: “Non mi sarei di certo aspettato di ritrovarmi in bagno a fumare con Gigi Buffon e Andrea Pirlo. Anche perché a due così cosa si può rimproverare. Guardando alla loro carriera e al grande professionismo che hanno dimostrato, ho capito una cosa importante. L’etica professionale la dimostravano sul campo e allo stesso tempo il senso di cameratismo che c’era negli spogliatoi era incredibile. Quindi nessuno si poneva il problema che fumassero o meno“.
L’ex Arsenal fa un raffronto con la Premier League: “Fa sorridere la differenza con quanto succede in Inghilterra. Ricordo quando Mario Balotelli è venuto in Inghilterra e tutti parlavano del fatto che fumasse in bagno. Era diventato un caso sui giornali: un calciatore che fuma. Ma in ogni squadra ce n’era qualcuno. In Italia comunque era più comune che oltremanica“. Del resto Bendtner è uno che non ha mai fatto mancare occasioni per far parlare di sé, più fuori dal campo che dentro. Come quella volta in cui raccontò di aver perso 450 mila euro in circa un’ora e mezza: “Ero troppo ubriaco per sedermi ad un tavolo. Ma pensai che la roulette, puntando su rosso e nero, non potesse essere troppo complicata. Dopo circa 90 minuti avevo perso molti soldi, che, fra l’altro, non avevo. Il mio conto in banca era scoperto, ma riuscii in qualche modo a recuperare. Fu il campanello d’allarme che mi fece capire che mi ero appassionato troppo allo stile di vita che i tanti soldi mi avevano fornito“.
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