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Stefano Braghin, dirigente della Juventus Women, ha detto la sua alla Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole: “Ogni anno abbiamo aggiunto qualcosa per migliorarla e renderla sempre più organizzata. C’è sempre stata l’ambizione di diventare un modello per il calcio femminile, pur continuando a osservare con attenzione altri club.
Allenamenti delle giovani in prima squadra? Un modo per farle sentire partecipi e dentro il percorso che guarda con ambizione alla prima squadra. Premio alle ragazze al J-College? A loro facciamo consegnare una maglia dalla giocatrice della prima squadra che ha lo stesso ruolo, idealmente la maglia che potranno indossare loro in futuro. Prima ancora che le ragazze, abbiamo pensato che fosse più giusto formare i tecnici.
Tutti hanno estrazione dal calcio femminile per scelta e non per ripiego dal calcio maschile, non hanno alcuna imposizione tecnico-tattica né tanto meno la pressione di raggiungere il risultato sportivo, che al massimo è conseguenza di un lavoro strutturale fatto bene”.
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