Juventus' defender Angelo Ogbonna (Front) vies with Hellas Verona's forward Daniele Cacia during the Italian Serie A football match Juventus vs Hellas Verona at "Juventus Stadium" in Turin on September 22, 2013 . AFP PHOTO / GIUSEPPE CACACE (Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)
Angelo Ogbonna, ex calciatore della Juventus, ha detto la sua a Cronache di Spogliatoio. Ecco le sue parole: “Oggi mi hanno chiesto chi preferisco tra Conte e Allegri. Impossibile scegliere, ma dico: la voglia di vincere che ha Conte è impressionante. Non che Allegri non ce l’abbia, ma quella di Conte è così pervasiva che ti contagia. Allegri, invece, ama più gestire. Fare il manager non è semplice… hai sempre a che fare con 40 teste diverse. Se devo vincere un campionato, non ho una preferenza tra loro due: nessuno dei due sbaglia. Allegri è arrivato e ha vinto, Conte idem. Hanno solo una metodologia totalmente diversa per arrivare ai risultati.
Buffon è quello che mi è più rimasto dentro: come professionista, in campo. Ammiro il suo altruismo, la voglia di perfezione e la leadership. Saper sdrammatizzare nei momenti difficili, l’esser positivo. La forza della persona. Ci sono anche leader silenziosi come Pirlo, Pogba, Tevez. Conte ha una fame e una voglia che sono positivi per noi giocatori. Il suo essere maniacale, a volte, è pesante sia fisicamente che psicologicamente, ma i risultati ripagano il lavoro.
Qualcuno mi ha accusato di essere un traditore. Io non la penso così: sono un professionista e in quel momento della mia carriera avevo la possibilità di crescere, andando a giocare a un altro livello. La Juventus era disposta a pagare una cifra consistente per il mio cartellino. E sia per me che per il Toro la cessione era la soluzione migliore. Alla base di un trasferimento ci sono tante sfaccettature: bisogna scindere l’amore professionale e il romanticismo calcistico. L’amore per il Toro ci sarà sempre, perché questa squadra e i suoi tifosi mi hanno permesso di diventare chi sono oggi. Ma purtroppo non ho 40 anni di carriera, ma 15, e in quel lasso di tempo devo provare a dare e ottenere il massimo. Non si parla solo di soldi, ma di giocare ad alti livelli, fare l’Europa e provare a vincere qualcosa”.
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