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Juventus, Di Natale sulla crisi degli attaccanti. E su Spalletti…

Riccardo Focolari – 11 Marzo, 19:28

Notizie Juve, le parole di Di Natale.

Antonio "Totò" Di Natale si è espresso in merito ai pochi gol segnati in Serie A in questa stagione. Ha, però, anche elogiato Spalletti.

Totò Di Natale, in una intervista rilasciata a la Gazzetta dello Sport, ha parlato degli attaccanti e dei pochi gol segnati quest’anno in Serie A. L’ex numero 10 ha segnato 209 gol in Serie A, con le maglie di Empoli e Udinese. Una somma di gol importante, che gli permettono il piazzamento in sesta posizione tra i marcatori all-time in Serie A.
Di Natale ha parlato della crisi dei numeri 9 in questo campionato. Il solo Lautaro Martinez ha raggiunto la doppia cifra, segnando 14 gol.
Il bomber ha poi parlato dell’attuale tecnico bianconero, Luciano Spalletti, esaltandone le sue qualità. Di seguito, le sue dichiarazioni.

Qual è il problema? 

“Sono diversi. Il nostro campionato non ha più i bomber degli anni d’oro, ma nemmeno quelli dell’ultimo decennio: penso a Higuain, Ibrahimovic, Icardi, Immobile, Osimhen… Tutti goleador seriali, centravanti da 20-30 reti a campionato e anche di più. Meno qualità negli ultimi metri e anche nei centrocampisti che devono rifinire l’azione”. 
C’è dell’altro?
“Molte squadre prediligono palleggiare molto e anche dal basso, il risultato è che si vedono meno azioni dirette verso la porta. Questo modo di giocare spesso facilita il lavoro delle difese avversarie, che hanno più tempo per ragionare e “leggere” le varie situazioni”. 

Per tornare alle buone abitudini del passato “basta” portare in Italia qualche bomber dall’estero? 

“Tornasse Osimhen, i numeri sicuramente migliorerebbero… Ma anche Lewandowski a 37 anni potrebbe dare una bella mano al conteggio generale”. 

Quali gol mancano soprattutto al nostro campionato? 

“La percezione è che in Italia si segni meno che altrove con le conclusioni dalla distanza. In Premier League, ad esempio, ammiriamo tanti giocatori che fanno gol con dei bolidi da fuori area. Non conosco i numeri, però la sensazione è che manchino anche un po’ di reti su calcio di punizione rispetto al passato. Un tempo se ne vedevano di più. Io avrò realizzato una quindicina di gol da fermo”. 

Nonostante l’infortunio di Vlahovic (assente da fine novembre) e le difficoltà sotto porta di David (5 reti in Serie A) e soprattutto di Openda (1), la Juventus ha messo a segno 5 gol in più rispetto al campionato scorso: come se lo spiega? 

“Semplice, Spalletti è un fenomeno. Lo dico per esperienza personale, sono stato allenato da Luciano a Udine. Il gioco di Spalletti agevola gli attaccanti: io, Iaquinta e Di Michele tiravamo in porta almeno 4-5 volte a testa”.