Giovanni Cobolli Gigli, presidente della Juventus dal 2006 al 2009
La serata di ieri ha portato la mazzata per la Juventus. La Corte d’Appello della FIGC infatti ha deciso di revocare la sentenza del maggio scorso e dare una penalizzazione di 15 punti al club bianconero. Una sentenza che è andata ben oltre al richiesta del procuratore federale Chinè, che nella sua requisitoria aveva chiesto 9 punti di penalizzazione. La Juventus ha già annunciato che farà ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni.
La decisione così dura nei confronti della Juventus ha suscitato tante reazioni, nel mondo bianconero e non solo. Tra queste, anche quella di Giovanni Cobolli Gigli, intervistato dal Corriere di Torino. L’ex presidente ha voluto commentare le parole di Chinè: “Ho letto che il procuratore della Federcalcio, chiedendo la penalizzazione, avrebbe detto che la Juve deve stare sotto la Roma. Non è accettabile: dica penalizzazione di nove punti, afflittiva, ma che deve stare sotto la Roma mi è sembrata un’espressione infelice, se davvero l’ha pronunciata”.
Sul paragone con Calciopoli: “All’epoca non c’era il faldone dell’Inter, che poi saltò fuori solo i tempi di prescrizione. Sarà la sorte. Le persone scelte sono molto preparate, figure di grande professionalità. Aiuterà molto in questa situazione: è un consiglio di difesa”. Ma parlando di mercato, cambia tutto: un affare vicino alla chiusura<<<
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