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Abete: “Il problema del calcio italiano è strutturale”

Giancarlo Abete ha parlato ai microfoni di Si gonfia la rete, programma in onda su Radio Marte. Queste le sue parole sulla Nazionale: “L’Italia è andata molto bene agli Europei e molto male nelle qualificazioni al Mondiale. Abbiamo fatto un’impresa nel 2021, conquistando anche il record di imbattibilità, poi un po’ il calo, un po’ i rigori e gli episodi che hanno fatto la differenza e ci troviamo fuori dal Mondiale. Ora cercheremo di capire nelle prossime gare se ci sono state situazioni particolarmente negative o è stato eccessivamente positivo l’Europeo.
Il problema non è contingente, ma strutturale, è sempre più difficile pescare nei vivai. C’è un problema di difficoltà nel ricambio italiano anche perché l’Europeo lo abbiamo vinto con giocatori di qualità, ma soprattutto grazie alla capacità di chi ha gestito il tutto. Bisogna lavorare sul settore giovanile e su quello tecnico, cose facili a dirsi ma difficili a farsi“.

L’ex presidente della Federcalcio ha commentato i problemi del calcio italiano: “Il calcio italiano ha una storia ed un futuro e le presenze agli stadi sono cresciute costantemente non solo in Serie A, ma anche in B, in lega Pro e basti pensare al Palermo che porta 35mila persone allo stadio. Il numero di proprietà straniere è costantemente cresciuto e andare a trovare degli imprenditori che investono cifre importanti non è facile perché poi arrivano i fondi. Se hanno lasciato Berlusconi e Moratti, figuriamoci le altre realtà imprenditoriali quanto soffrono“.

Il suo parere sulla Serie A: “Il campionato appena concluso è stato bellissimo e questo ci fa ben sperare per quello prossimo. Speriamo che le squadre italiane riescano a vincere anche in Europa: è bello il successo della Roma, l’affetto che i tifosi hanno testimoniato vogliono dire una ripresa del successo del calcio di club. Il prossimo campionato si preannuncia interessante e mi pare pure che i valori in campo non determineranno fughe solitarie. C’è competitività e questo fa ben sperare“.
Sulle voci di una possibile cessione del Napoli: “Non ho nessun sentore a riguardo e spero che il Napoli resti a De Laurentiis così come la Lazio resti a Lotito e la Juve resti alla famiglia Agnelli anche se attraverso società di riferimento. Dal mio punto di vista, il ruolo di grandi imprenditori italiani è fondamentale. Se avessimo 20 proprietà straniere qualcosa nel calcio verrebbe meno“.

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