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Licari: “Sta nascendo una Juventus giovane e non più noiosa”

La conferma di Adrien Rabiot ha acceso gli animi di tutto l’ambiente juventino. Il centrocampista francese, indubbiamente uno dei pezzi pregiati della rosa, ha preferito restare alla Juventus anziché accettare la proposta del Manchester United. D’altro canto, il club bianconero ha il merito di aver lavorato ottimamente per permettersi di presentare una proposta interessante. Sfruttando a pieno tutte le carte nella propria mano. Dal decreto crescita, allo snellimento del monte ingaggi, la Juventus fino ai milioni guadagnati da alcune cessioni a partire da quella di Dejan Kulusevski. Tutte mosse brillanti e promosse che hanno permesso la permanenza di Rabiot e di vedere con ottimismo al futuro. Di parere simile è stato anche Fabio Licari che, nel suo editoriale su La Gazzetta dello Sport, ha parlato del futuro prossimo apparentemente giovane e luminoso della Juve.

La nuova Juve

Il giornalista ha esordito così nel parlare del nuovo corso della Juventus: “Il fatto che alla Juve piaccia l’oggetto del desiderio di mezza Europa, dopo aver preso un altro giovane come Weah, avendo in mano Rovella, unico regista vero in un centrocampo di mezzali, e con Casadei nel mirino, significa almeno due cose. Che si lavora al futuro rinunciando alla collezione di figurine costose. E che, rinnovato il contratto a Milik, anche Vlahovic è sul mercato. Sta nascendo una Juve molto giovane che forse sbaglierà di più, ma tutto il resto non sarà noia. Allegri-Hojlund potrebbe essere un bel confronto tecnico-tattico. Dal comunismo di Gasp al neo-liberismo di Allegri la strada è lunga. Di tutte le leggende metropolitane che circondano il tecnico bianconero ce n’è una con un minimo di fondamento: i giovani non fanno per lui. Allegri preferisce i giocatori fatti e finiti, più idonei a interpretare con personalità ed esperienza il suo calcio individuale.

Licari su Allegri

Sull’allenatore della Juventus, Licari ha aggiunto: Allegri non è popolarissimo tra i tifosi di questi tempi. Un po’ “vittima” del ricordo del primo ciclo vincente. Ma il suo attaccamento alla Juve si sta dimostrando più forte dello stipendio triplo offerto dagli sceicchi. Può darsi che Allegri voglia sfidare Allegri. Al di là della comprensibile difesa d’ufficio del suo lavoro, sospettiamo che anche lui sia insoddisfatto e cerchi altre strade. Una Juve più spensierata. Una Juve yé-yé ma non lasciata a se stessa perché anche i veterani, senza una buona sceneggiatura, sono andati in confusione. Servirà un maestro saggio che appassioni gli studenti con lezioni ammalianti e originali per cogliere l’attimo che sta fuggendo”.

 

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