Pubblicità

Juve, Tacconi: “Corsa quarto posto? La vedo molto in salita. Su Di Gregorio…”

Lorenzo Focolari – 23 Febbraio, 10:28

Tacconi

Le dichiarazioni rilasciate dall'ex portiere bianconero in un'intervista a Tuttosport: il suo parere sul momento della Juve e di Di Gregorio

In un’intervista rilasciata a Tuttosport Stefano Tacconi, ex portiere della Juventus, ha parlato dei recenti risultati conquistati dai bianconeri di Luciano Spalletti (tra cui l’ultima sconfitta casalinga con il Como dello scorso sabato) e del rendimento offerto da alcuni giocatori, come ad esempio quello di Michele Di Gregorio. Questa l’intervista completa:

Stefano Tacconi, cos’ha pensato quando ha visto la Juventus sabato pomeriggio?
«Ero allo Stadium, purtroppo. Cosa devo pensare? Se dovesse accadere quello che può accadere…».

Cioè, se la Juve non dovesse qualificarsi in Champions?
«Esatto, sarei anche contento. A quel punto il club potrebbe cacciarne via talmente tanti dalla squadra, che si libererebbe un po’ di spazio per calciatori di livello. Il tema vero però è un altro: chi li vuole questi?».

Vede in salita la corsa al quarto posto?
«Sì, la vedo molto in salita. Ma c’è da cambiare un po’ tutto. E dopo un fallimento sarebbe anche giusto: sarei contento di non vedere più alcune delle facce che vedo in campo».

E Di Gregorio?
«Mi sembra in uno stato di coma. Purtroppo non è neanche colpa sua tutto quello che sta accadendo, però prendere gol a ogni tiro per un portiere è fonte di pensieri».

Il contesto non lo sta aiutando.
«Guardi quando c’è Bremer: è fondamentale. Ma ha avuto diversi infortuni in questa stagione, sta provando a recuperare e non è stato sempre semplice».

Per il futuro prevede un cambio tra i pali?
«Questo non lo so. Spetta a Spalletti decidere, lui ha la possibilità e l’opportunità di cambiare le cose. Ma oggi come oggi, DiGre è in uno stato confusionale come tutti gli altri». 

Spalletti lo confermerà: è la scelta giusta?
«Se non vuoi rovinarlo del tutto, devi dargli un’altra possibilità. Prima o poi farà qualcosa di buono».

Ma il mister ha perso qualcosa per la strada?
«Io vedo ugualmente una squadra senza personalità, senza carattere. Per un allenatore che gestisce più di 20 giocatori, non è facile. Il suo compito è entrare nella testa dei calciatori ma serve tempo. Qualcosa di positivo però può tornare, speriamo solo si faccia in fretta».

Nel caso, come si può riprendere una stagione del genere?
«Lo spogliatoio diventa fondamentale: adesso bisogna diventare un gruppo di carattere. Tutti uniti, insieme, contro ogni avversità».

Dice di sentire il rischio della non qualificazione alla Champions. A quel punto, non sarebbe meglio ricominciare da zero?
«Certo. Aspetto economico a parte, con un fallimento totale alcune facce non le vedresti più. Ribadisco il problema centrale: ma chi li vuole questi qui?».

Sarebbe complicato fare il mercato, però.
«Magari qualcuno dovrà accontentarsi di guadagnare qualche soldo in meno. Il coltello dalla parte del manico ormai ce l’ha il procuratore di turno. Non c’è più chi si muove da solo, non c’è la personalità di prima».

In questo momento, per lei, pesa anche la situazione contrattuale di Spalletti?
«Assolutamente no, Luciano è il top player di questa squadra».

Da rinnovare anche in caso di mancato approdo al quarto posto?
«Passare dai risultati è obbligatorio, è evidente. Diamogli tempo di assestare un po’ questi ragazzi. E di finire il campionato in modo degno, che oggi non è mica così. Poi si vedrà».

E il Como? L’ha sorpresa?
«C’è da fare i complimenti, chi se l’aspettava questa qualità. Fabregas mi ha sorpreso molto: vedo una squadra che gioca a calcio, vedo la sua mano. E tante cose belle».