TURIN, ITALY - SEPTEMBER 11: Leonardo Bonucci of Juventus celebrates after scoring their team's second goal during the Serie A match between Juventus and Salernitana at on September 11, 2022 in Turin, Italy. (Photo by Jonathan Moscrop/Getty Images)
Intervistato durante la trasmissione L’Editoriale sulle frequenze di TMW, Fabrizio Ponciroli ha parlato di diversi temi caldi riguardanti il calcio italiano. Sulla Juventus il giornalista ha parlato dell’arrivo di Cristiano Giuntoli e sull’imminente addio di Leonardo Bonucci. Ecco cosa ha detto: “Giuntoli è l’uomo giusto per dare il via a un progetto in completa antitesi con il passato. Non mi piace ad esempio quello che sto leggendo su Bonucci, ci andrei piano. Ha sempre dimostrato di essere molto legato alla Juve, esclusa la parentesi al Milan. È stato uno dei difensori più forti al mondo. Era abbastanza evidente che c’era qualche problema con Allegri in passato, non va dimenticato ciò che ha fatto in passato Bonucci per la Juventus. È stato importante per lo spogliatoio, c’è poca riconoscenza per Bonucci“.
Oltre che della Juventus, il giornalista ha parlato della situazione in casa Milan: “Sono perplesso, così come la maggior parte dei rossoneri. Questo algoritmo è diventato il modus operandi, sicuramente stanno arrivando giocatori con un certo appeal ma non sono giocatori da Milan. Per chi ha visto il grande Milan è difficile far passare certi giocatori. Parliamo di scommesse, magari di 5-6 ne puoi indovinare una. Loftus-Cheek però non può sostituire Tonali, glielo auguro. Romero non ha fatto nulla alla Lazio per due anni, ora magari esploderà. A San Siro però sarà difficile, perché alle prime difficoltà dei nuovi si punterà il dito verso la società. E soprattutto per Pioli sarà difficilissimo, dovrà mantenere il Milan su livelli altissimi con giocatori di medio livello. L’unico vero asset del Milan è Leao, più Theo se è in giornata. Pioli è spalle al muro, auguri a lui”.
Inoltre, Ponciroli ha commentato i recenti risultati ottenuti dalle Nazionali azzurre nelle ultime partite: “Ci sono due chiavi di lettura. La prima è la più realista, ovvero davanti a questi risultati manca ancora qualcosa farsi valere a livello europeo. Oppure la versione più ottimistica, che è la mia, di segnalare che intanto ci siamo arrivati. Manca l’ultimo salto di qualità, perché alla fine vincere è l’unica cosa che conta, ma segnalare che ci siamo arrivati non è banale. Non vanno visti come un fallimento certi risultati, soprattutto quelli dei club. Certo che le varie nazionali hanno preso mazzate pesanti”.
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