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Intervistato da La Gazzetta dello Sport l’attaccante del Sassuolo Domenico Berardi ha detto: “Questa è la mia seconda famiglia e non è un modo di dire. Non dimenticherò mai il rapporto con il dottor Squinzi e sua moglie, che mi hanno trattato come un figlio e mi hanno fatto crescere. Era amore reciproco. E anche con Giovanni Carnevali c’è un legame simile. Dopo l’infortunio mi è crollato il mondo addosso. Soffrivo per non poter aiutare il Sassuolo e perché all’Europeo tenevo molto. Quando stai fermo a lungo, puoi solo pensare e allora cercavo di ricordare le cose belle. Mia moglie Francesca e i nostri figli mi hanno aiutato davvero tanto, i primi due mesi sono stati durissimi. Vivevo buttato sul divano“.
“L’anno scorso volevo andare alla Juve – ha continuato -, ma i club non si sono accordati. Io ci rimasi male, ho litigato con la società perché era il momento giusto. Ma poi ho voltato pagina e ho ripreso a dare tutto per il Sassuolo. Champions League? Da tre anni a questa parte ci penso sempre. La musica della Champions la voglio sentire dal campo. È un’ambizione profonda che voglio soddisfare“.
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