Massimiliano Allegri
Il concetto di bene o male è dagli albori della storia uno dei dilemmi più interessanti dell’umanità. La Juve di Allegri, però, gioca indubbiamente male, ma vince. Che piaccia o non piaccia, la strategia di Max è vincente, come dimostrato nell’amichevole di ieri contro l’Arsenal. Guardando ai soli numeri non c’è stata infatti partita. La Juve ha avuto appena il 25% del possesso palla, ha battuto un solo angolo, ha fatto un solo cross e un solo tiro in porta. Quest’ultimo è di sicuro il dato più interessante, perchè la Juve ha vinto 2-0.
La squadra di Allegri ieri contro un avversario tecnicamente molto più forte e già molto più avanti nella preparazione atletica ha fatto di necessità virtù: catenaccio e ripartire. I bianconeri si sono chiusi in difesa, provando a rendersi pericolosi soltanto in contropiede. Un solo tiro nello specchio avversario, provato da Miretti, e poco altro. Le dure reti? Entrambi autogol nei minuti di recupero dei due tempi: prima Xhaka, poi Holding.
Fortuna? Qualcuno potrebbe dire di sì, se non fosse che la Juve di Allegri gioca sempre in questo modo. Questo è il marchio di fabbrica dell’allegrismo, della vittoria sofferta e di corto muso. Tra una dirigenza rivoluzionata e problemi societari, il gioco di Max non cambia mai: brutto ma vincente. E in fondo va bene così.
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