Moise Kean
Manca un solo giorno alla partita che può riportare l’Italia alla Coppa del Mondo dopo dodici anni di assenza. Un’attesa lunga, carica di tensione e speranze, che accompagna la squadra guidata da Gennaro Gattuso verso la finale dei playoff. La mattinata è trascorsa al Centro Tecnico Federale di Coverciano, dove gli Azzurri hanno sostenuto l’ultima vera seduta prima della partenza per la Bosnia. Il rinvio del viaggio, disposto su richiesta UEFA, ha modificato i piani logistici ma non ha intaccato la concentrazione del gruppo, rimasto compatto attorno al proprio obiettivo.
Il primo a scendere in campo è stato Gianluca Scamacca. L’attaccante dell’Atalanta ha iniziato con un lavoro personalizzato, per poi unirsi al classico torello insieme ai compagni. Successivamente ha proseguito con un programma differenziato, senza prendere parte alla partitella conclusiva. Una gestione prudente, pensata per averlo comunque a disposizione senza correre rischi. Presente sul campo, ma ancora ai box, anche Guglielmo Vicario, che nonostante l’infortunio ha voluto restare vicino al gruppo per sostenere i compagni in un momento così delicato.
L’atmosfera a Coverciano è apparsa distesa ma determinata. Tra sorrisi e richiami durante le esercitazioni, si è notata anche la presenza di Leonardo Bonucci, entrato nel torello e finito persino al centro tra le battute dei compagni. A osservare da vicino l’allenamento c’era il presidente federale Gabriele Gravina, segno dell’importanza istituzionale attribuita a questa sfida. Il gruppo ha mostrato unità e concentrazione, elementi che Gattuso ha cercato di costruire fin dal primo giorno del suo mandato.
Dalle prove tattiche sembra emergere la conferma dell’undici visto a Bergamo. Moise Kean e Mateo Retegui hanno lavorato insieme in una delle due formazioni provate, mentre Pio Esposito e Giacomo Raspadori hanno agito nell’altra. Le indicazioni raccolte suggeriscono continuità nelle scelte, con pochi dubbi ancora da sciogliere legati soprattutto alle condizioni fisiche di alcuni elementi. Gattuso si vuole affidare ai giocatori con più esperienza e determinazione. Per molti di loro sarà l’ultima occasione per giocare un Mondiale, come sottolineato anche da Politano in un’intervista.
La partenza per la Zenica è stata posticipata su richiesta UEFA per preservare le condizioni del campo, messo a dura prova da pioggia e neve nei giorni precedenti. Gli Azzurri voleranno nel pomeriggio da Firenze e alloggeranno a pochi passi dallo stadio, riducendo al minimo gli spostamenti nella giornata della gara. In Bosnia il meteo resta rigido: le precipitazioni si sono fermate, ma le temperature sono prossime allo zero. Un fattore ambientale che renderà la partita ancora più complessa, aumentando il peso di ogni dettaglio tecnico, fisico e mentale in una sfida che vale un Mondiale.
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