Montero: “Alla Juve mi hanno insegnato l’umiltà, De Ligt un fuoriclasse. Mi rivedo in Chiellini”

Le parole dell'ex difensore
Montero

TORINO- Paolo Montero, ex difensore della Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport: “Ho avuto la fortuna in Sudamerica e in Italia di avere avuto grandi allenatori come Menotti, Lippi, Prandelli, Mondonico, Capello, Ancelotti e da tutti ho rubato qualcosa.Alla Sambenedettese mi trovo benissimo, bisogna vedere quale sarà il destino della società, ma sono molto felice. Juve? Arrivavo in una squadra che aveva vinto un mese e mezzo prima la Champions. Trovare gente come Ferrara, Peruzzi e gli altri fuoriclasse è stata una grande emozione. Mi hanno insegnato l’umiltà e il gruppo, lì esisteva il noi e non l’io. Zidane? Lui e Del Piero erano i due che ci risolvevano le partite. Zizou è stato uno dei più semplici e umili mai visti, un uomo straordinario. Il miglior giocatore con cui ho giocato? Ho preso una delle migliori decadi del calcio italiano: Zidane, Del Piero, Ferrara, Peruzzi, Deschamps. Nella mia epoca c’erano giocatori di livello mondiale. De Ligt? Un fuoriclasse. Ha tutte le armi per diventare il più forte. Non solo lui, anche Demiral è forte e loro due possono diventare la coppia centrale del futuro della Juve. Champions? Ci vuole anche fortuna. Nella finale con il Barcellona la Juve ha dominato per mezzora ma non ha segnato e poi ha preso gol alla prima azione. Chiellini? La sua presenza manca quando non c’è, soprattutto per gli avversari che lo rispettano e che sanno che con Giorgio in campo sarà guerra fino al 90’. Mi rivedo in Chiellini perché è mancino come me. Ronaldo? Mi sarebbe piaciuto giocare contro di lui, è sempre meglio affrontare i più forti per migliorare. Con lui devi giocartela sul fuorigioco e non lo devi far girare. Se Ronaldo leva libertà in campo agli altri? Dipende anche dalla personalità dei suoi compagni, se sono disposti a farsi da parte e a vivere in ombra. Ci sono architetti e operai nel calcio, io sono operaio e non potevo diventare architetto. Per me Ronaldo non toglie niente a nessuno. Ronaldo il Fenomeno invece è stato il più forte che ho dovuto marcare. Non avrei avuto paura di Ibra, ma rispetto sì. È una persona strana, come Davids, ma fedele, sincera, parla poco ma fa tanti fatti. Agnelli? Con Andrea è da un po’ che non ci sentiamo, non mi piace dare fastidio. Lo ricordo con affetto”.

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