La Juve si prepara ad affrontare l’Udinese in una gara particolarmente delicata per la corsa al quarto posto. I bianconeri vogliono conquistare punti pesanti per scavalcare Roma e Como che, in questo turno di Serie A, si affronteranno al Sinigaglia. Le parole del tecnico Spalletti ai microfoni di SkySport.
“Sicuramente è una partita importantissima per quello che riguarda questo finale di campionato. Perché è quel tipo di partita che ti permette, come nei videogame di andare a giocare a livello successivo, quando vai a giocare per le partite più belle di questo sport per cui i miei giocatori devono portare in campo il difendere tutto quello che hanno passato e tutto quello che hanno costruito in questo campionato, tutte le fatiche fatte.
Va fatto contro una squadra tosta, perché l’Udinese prima di tutto non è più quella dell’andata, non è più quella della Coppa Italia, è una squadra che ha trovato una quadratura ed è una squadra molto fisica. A volte quando si gioca contro le squadre fisiche, dipende tutto da quella che è la tua qualità e se riesci a far prevalere la tecnica e la qualità, il primo controllo di palla diventa fondamentale perché è quello che toglie un po’ di fisicità agli avversari, come tu scegli sull’arrivo della palla, perché dal punto di vista fisico abbiamo fatto la scelta di giocare con i tre carno Cika e saltano l’uomo, bisogna vedere se siamo bravi a mettere la gara in questa direzione, oppure no.
Questo è quello che va fatto in questo calcio moderno, cioè ognuno va a scegliersi la posizione. È chiaro che poi ci vuole un equilibrio, ci vuole naturalmente un continuo cambiarsi di posizione e avere ugualmente ordine dentro il campo, in maniera fluida e dinamica che è la cosa difficile. Per esempio l’altra sera tutti hanno visto il Bayern che ci ha insegnato un’enciclopedia nuova per quanto riguarda il calcio sotto questo aspetto qui.
Ed è chiaro che poi ti dà uno sbocco a creare confusione un po’ negli avversari. Però poi questo mantenere questo equilibrio è una cosa difficile da fare, accorgersi dove manca l’uomo e se siamo sempre un numero corretto per non prendere la pallata su Davis che è bravissimo a farla cascare lì e poi ti trovi in difficoltà a campo aperto di ricomporre la linea difensiva.
No sono scelte che devono avere loro. Quello che diventa fondamentale è che riesca a capire che poi le partite si cambiano in un secondo e noi siamo quelli che possono determinare quel secondo lì. Per cui le scelte che si fanno sono fondamentali.”