Thiago Motta pensa già alla Juve: “Dobbiamo alzare il livello”

Le parole dell'allenatore del Bologna Thiago Motta dopo la sconfitta contro il Milan: "Ora dobbiamo pensare alla Juve"
Thiago Motta

Inizia con una sconfitta la stagione del Bologna, battuto 2-0 da un ottimo Milan. La squadra di Thiago Motta non è riuscita ad arginare gli attacchi rossoneri, subendo prima la rete di Giroud e poi quella di Pulisic. Dopo l’ottimo finale della scorsa stagione da parte dei rossoblu ci si sarebbe aspettati qualcosa in più. Al termine della partita l’allenatore del Bologna ai microfoni di Dazn ha detto: “La reazione nella ripresa è stata positiva, l’importante è creare. Abbiamo giocatori che hanno questa capacità, è stata una partita difficile. Normale perché abbiamo affrontato una buonissima squadra, ma sono soddisfatto della mia. La prossima abbiamo la Juve in trasferta e dobbiamo alzare il livello per competere con queste squadre“.

Sull’attacco del Bologna Motta ha aggiunto: Mettere in difficoltà una squadra come il Milan non è facile. Ndoye ha l’uno contro uno, dobbiamo averlo anche con Orsolini che stasera non mi è piaciuto. Abbiamo Ferguson, Dominguez e Posch che devono arrivare da dietro. Zirkzee ha lavorato tantissimo e avrà occasioni per fare gol, chiaro che dobbiamo migliorare per competere contro queste squadre. Ha tante qualità, dipende dalla partita. Oggi doveva tenere i due centrali del Milan, attaccare la profondità è importante. Lo deve fare e sta migliorando da questo punto di vista. Non abbiamo tempo, ma gli serve perché è un ottimo giocatore e sono convinto che insieme agli altri funzionerà”.

In conferenza stampa parlando del mercato ha aggiunto: La Serie A è una cosa seria, come sono serie tutte le persone che lavorano in questo Club. Non siamo riusciti a iniziare il campionato con la squadra finita, non è stato così ma ora dobbiamo pensare al campionato e in particolare alla Juventus. Dobbiamo affrontare tutte le sfide con lo spirito di oggi, ma dobbiamo mantenere queste prestazioni insieme ai risultati, perché questo è quello che conta”.