Il giornalista ha parlato
Poi ancora: "Punto terzo: Andrea Agnelli non è la Juve e non è sempre esistito, è esattamente come Ceferin e chiunque di noi, destinato a passare. Punto quarto: la storia di una famiglia, di un’azienda, di una nazione, qualunque sia, non dà diritto a giocare nel lavoro in uno stesso momento con una squadra e il suo avversario. Resta scorretto chiunque tu sia. E Agnelli tra lega e superlega, questo ha fatto. A proposito di Juventus ha parlato ai microfoni di calcioshop Federico Chiesa: "Ricordo con emozione l'esordio in Serie A. E' stato il raggiungimento di tanti anni di sacrifici, poi ci sono state serate che porto con me. Una partita che mi ha fatto arrivare a certi livelli è stata con la primavera a Torino con la Juve primavera, quarto di finale di Coppa Italia in cui ho fatto gol. Mister Sousa mandava i giovani a giocare in primavera per un fatto di umiltà, per vedere se anche lì avevamo la stessa passione e la stessa voglia. Certe volte quando fai un passo indietro snobbi la gara, non la affronti con la stessa cattiveria. Lui invece voleva vedere se avevi questi valori. Quello è stato un grande momento per me, non bisogna sottovalutare nessun tipo di partita, affrontarla con superficialità".
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