Il giornalista ha parlato
Le circostanze hanno limitato le scelte della società, Pirlo ha tentato di rovesciare il problema inventandosi una serie di soluzioni quasi senza precedenti. Allegri ha giocato due finali di Champions una volta arrivandoci con uno dei migliori centrocampo del decennio (Marchisio-Pirlo-Vidal-Pogba) e l’altra con l’idea di Manduzukic esterno per sostenere i tanti aspiranti numeri dieci irrisolti (Dybala, Dani Alves, Pjanic, Cuadrado). Ma aveva grandi giocatori, sicuri, affermati, tra cui Khedira che è stato la vera differenza della Juve nei suoi anni. Sarri aveva una buona Juve ma sazia e stanca di sé e di lui. A Pirlo è stata data una squadra incompleta e sbagliata. Senza il tempo di provarla, sempre sola davanti al risultato. Ma Arthur è un buon regista molto simile a Pjanic, tocca cinque volte il pallone prima di darlo (bene) a un avversario (spesso) coperto. Kulusevski non è un’ala, non c’entra niente. Meno spazio gli dai e più lo limiti. È un vento forte, ha bisogno di corridoi grandi. Bernardeschi è un esteta, Rabiot è un silenzioso, solitario assaltatore, raramente squadra. La difesa non c’è più, ma Pirlo ha inventato Danilo centrale e perfino Alex Sandro stopper di sinistra. Ha provato tre difensori più Cuadrado, poi Bentancur più Rabiot, poi una terza linea con Ramsey e Chiesa, infine la linea dei due attaccanti".
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