LONDON - FEBRUARY 04: Cristiano Ronaldo (C) of Manchester United celebrates after scoring a penalty with team mates Paul Scholes and Ryan Giggs during the Barclays Premiership match between Tottenham Hotspur and Manchester United at White Hart Lane on February 4, 2007 in London, England. (Photo by Phil Cole/Getty Images)
TORINO – L’ex calciatore e difensore del Manchester United Rio Ferdinand, ha parlato intervistato dai microfoni di BT Sports, ai quali ha ricordato i primi tempi di Cristiano Ronaldo a Manchester: “Non è diventato un fenomeno immediatamente, ma aveva un’abilità incredibile e gli piaceva intrattenere il pubblico. Adorava dribblare e per questo veniva spesso rimproverato in allenamento. Mi ricordo una volta, credo sia stato un momento importante per lui, ma all’epoca non la prese bene. All’epoca allo United c’era Van Nistelrooy che era la stella, quello che segnava tutti i gol. Ronaldo aveva il pallone sulla fascia, cercava di dribblare mentre Ruud correva verso il centro dell’aera. Ronaldo non gliela passa e Ruud impazzisce, comincia a urlare ‘dovrebbe andare al circo, non essere in campo a giocare a pallone’ e se ne va dal campo di allenamento. Ronaldo era triste e arrabbiato: ‘perchè mi dice così?”
“Aveva 18 o 19 anni, altri ragazzi avrebbero subito il contraccolpo e avrebbero perso fiducia in se stessi. Altri avrebbero continuato a fare le stesse cose, ma Ronaldo sapeva che in fondo Ruud poteva avere ragione e quindi da quel momento in poi a diventare importanti per lui sono state le statistiche, i gol. Le cose che lo avrebbero reso il migliore al mondo. Noi lo prendevamo in giro e gli dicevamo ‘guarda che non sei tu il vero numero 7 qui, hai davanti Best e Beckham’. E si vedeva che lui pensava ‘bene, come posso superarli?’.
“Per quello che riguarda il suo modo di pensare, non conosco un calciatore più forte, determinato, quasi ossessionato quanto lui. Sono stato fortunato a vederlo crescere, da ragazzino a uomo, mentre ci metteva tutto in allenamento. Era assolutamente ossessionato dalla vittoria, voleva vincere le partitelle e segnare sempre l’ultimo gol. Quando andavamo a qualche premio, gli chiedevano ‘chi è il migliore di sempre?’. E lui rispondeva ‘io’. Ha un ego importante, una natura ossessiva e parecchio orgoglio. Ma è arrivato a Manchester che era un ragazzino e se n’è andato che era il migliore al mondo.” Ma attenzione perché nel frattempo stanno circolando grosse novità di mercato in casa bianconera: >>>> Ore decisive per il colpo in attacco, occhio ai colpi di scena: ecco cosa può succedere ora! <<<<
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