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Un addio turbolento, accompagnato con livore dai tifosi del Milan. A sviscerare motivi e retroscena della separazione tra il portiere e il club rossonero ci ha pensato Enzo Raiola, fratello del compianto Mino e procuratore dell’estremo difensore, a ‘Croquetas’, su Dazn.
Raiola parla così della scelta di dire addio al Milan e all’Italia: “Mino spiegava ai rossoneri che non sarebbe andato via da parametro zero. Avevamo pensato che a Champions ottenuta potesse rimanere lì, anche se c’era quel timore di appiattirlo. Quell’anno che era tornato Ibrahimovic ebbe uno scatto: lo martellava, una mattina c’era un volo programmato, Ibra lo svegliò due ore prima per farlo allenare. Su di lui, comunque, c’era la Juventus: era disposta a pagare il cartellino o ad effettuare uno scambio di giocatori. Ma quando ci comunicarono che il Milan non era più interessato a tenerlo, andammo da Al-Khelaifi, ci chiese se fosse libero, alzò il telefono e iniziò la trattiva con Leonardo“.
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