Mattia Perin
Guai a chiamarlo secondo portiere: Mattia Perin è un ‘primo e mezzo’ verrebbe da dire. Sono poche le squadre come la Juventus a poter contare su un reparto di portieri così forte e così affiatato. Ne è la prova l’intervista nel post-partita: nessuna invidia ma rispetto delle gerarchie e un legame di amicizia che va al di là del campo. Szczesny e Perin a fine partita, abbracciati, raccontano di come si siano spartiti il lavoro, un tempo per parte.
Ciò che sorprende di Perin è la capacità di farsi sempre trovare pronto. Figuratevi entrare dopo lo spavento corso da tutto lo Stadium quando il polacco si è fermato per un malore al petto. “La prima cosa che ho chiesto quando sono rientrato negli spogliatoi è come stava Tek” – dichiara Perin ai microfoni di Sky al termine della sfida. Una gara in cui il polacco è risultato decisivo nel primo tempo, poi il doppio miracolo nel finale di Perin ha salvato i bianconeri.
Un intervento provvidenziale che ha permesso alla Juve di concludere un’altra partita senza concedere gol agli avversari. Sale a 4 il conto delle partite consecutive in Europa League senza subire gol. Competizione in cui i bianconeri hanno concesso un solo gol al Nantes, lo scorso 16 febbraio. Solida e cinica, magari poco brillante, ma la difesa granitica bianconera fa ancora la differenza. E se sorridono così a fine gara, senza patire concorrenza o gerarchie la Juve sa che i guantoni dei loro numeri 1 sono una garanzia di solidità.
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