spalletti
Al termine di Monaco-Juventus Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa. Queste le parole rilasciate dal tecnico bianconero dopo il match disputato contro la squadra francese:
“Se mi aspettavo qualcosa in più da coloro da che hanno giocato di meno? È difficile quando la squadra non funziona. È difficile che uno solo riesca a dare poi il ritmo e la forza giusta per giocare contro avversari forti. Poi, devo dire che giocavamo contro una squadra forte e fisicamente agguerrita soprattutto dal punto di vista di corsa e impatto fisico. Non siamo stati puliti nello sviluppo nella loro trequarti, e quando manca ritmo e si fanno troppi errori diventa difficile andare a fare gol.
Il mancato accesso tra le prime otto? L’abbiamo saputo, però non ci siamo riusciti in pratica a mettere dentro quella verve e determinazione per portare a casa il risultato. Loro sono stati in campo belli compatti, e poi hanno quella velocità per andare in attacco; anzi siamo stati bravi in fase difensiva. Loro ti portano a doverti disunire come squadra e ti portano ad essere un blocco squadra chiuso, e ti fanno correre per 60/70 metri, e non è facile con questi avversari. Abbiamo provato a fare delle sostituzioni per avere più spinta, ma non ci siamo riusciti. Alla fine avevamo quattro attaccanti e abbiamo provato.
Mi aspettavo qualcosa in più perchè avevamo la possibilità. Era una cosa possibile, ed era quella speranza lì e quel dettaglio per provare ad andare a vincere la partita. Non ci siamo riusciti proprio dal punto di vista fisico, e loro sono stati più bravi di noi. Non siamo stati abbastanza uniti per poter pulire le determinate soluzioni. Quelli fisici in queste partite hanno dei vantaggi.
Cosa impariamo? Impariamo che se non riusciamo a fiutare le situazioni prima. Nel calcio non sono le posizioni che determini, o l’occupazione degli spazi, ma dove casca la palla da un duello: ora è tutto un fatto più veloce. Le partite le vince o saltando l’uomo o da quella scelta che fai nei momenti di confusione, duelli e scontri fisici. Se esci da questi momenti con un’idea puoi vincere. Paradossalmente nel calcio quando sei ordinato è il momento in cui si respira e non succedono niente. Le cose succedono, vengono fuori da situazioni di incertezza, e se riesci a dare senso a quel momento riesci a vincere.
Dove migliorare? Io sono bravo se i miei calciatori mettono in pratica quello che dico. I miglioramenti dipendono dalla qualità di chi ti ascolta. Poi, ovviamente, c’è bisogno di fare degli allenamenti fatti beni e il livello degli allenamento è fondamentale, e per allenarsi bene serve anche un livello maggiore da parte di chi gioca meno. Nello spogliatoio erano tutti sereni, e hanno capito di non aver fatto bene. Questi atteggiamenti ti offrono la possibilità di fare meglio nella prossima partita.
Stanchezza? È dipeso da un po’ di stanchezza dopo partite che ti portano via delle energie. Penso di aver fatto bene ad aver cambiato; anzi, cambierei qualcuno in più. Per me conta il modo di lavorare di questi ragazzi, e tutti meriterebbero di avere più spazio per come si allenano e come vivono le partite in panchina. Molti in panchina vivono la partita come se stessero giocando, e partecipano alla possibilità di fare un gol. Questo è tanta roba, e forse cambierei qualche giocatore in più”.
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