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Lippi: “Galliani mi ha chiesto più volte di venire al Milan, ma ero alla Juventus”

Marcello Lippi ai tempi della Juventus

L'allenatore ha parlato

redazionejuvenews

TORINO - Marcello Lippi, allenatore, ha parlato ai microfoni di Milannews.it. Queste le sue parole: "Da calciatore sono stati vicino al Milan, era il primo anno che giocavo alla Samp. Nelle prime partite mi misi in evidenza. Il Milan di Rocco venne a Genova a giocare e prima della partita il tecnico milanista mi disse: 'A te ti compro io'. Io gli risposi: 'Speriamo...'. In quel periodo c'ero io alla Samp e Turone al Genoa, che eravamo due giovani, e alla fine il Milan decise di prendere Turone. Anche da allenatore sono stato vicino al Milan. Sono un grande amico di Adriano Galliani e mi ha chiesto più volte di andare al Milan, ma ero alla Juventus. Mondiale 2006? Sono stati tutti grandissimi, avevo tanti fuoriclasse e tanti grandi uomini. Gattuso non aveva i piedi di Pirlo, ma era una grande importanza nel gruppo. Tutti sono stati importanti in quella impresa".

 Umberto Agnelli con Marcello Lippi

Poi ancora: "Pioli mi ha sorpreso? Non mi ha sorpreso niente, io l'ho sempre stimato. Mi è sempre piaciuto il suo modo di fare, è molto preparato, ha sempre dato un buon organizzazione alle sue squadra. Quest'anno la cosa che lo ha fatto migliorare ancora di più è stata la capacità di gestire i momenti di difficoltà, come quando la società stava parlando con altri allenatore e lui sembrava vicino all'addio. Pioli ha saputo gestire la situazione con grande saggezza e intelligenza e ha costruito un capolavoro, riportando il Milan in alto. La squadra rossonera si giocherà il campionato fino alla fine della stagione, questo è sicuro. Ibra? Ibra è sempre stato decisivo comunque. Vi racconto questo aneddoto: per il centenario del Manchester United, era stata organizzata una partita amichevole tra i Red Devils di quel periodo e una selezione europea guidata da me in panchina. In quella squadra c'era anche Ibrahimovic e mi ricordo che mi disse che voleva giocare con me. Io in quel periodo allenavo la Juve e quindi gli risposi che per farlo doveva venire in bianconero. Abbiamo scherzato un po'. Ibra è un grande fuoriclasse, un trascinatore. Si sta divertendo, è un punto di riferimento per tutti. Ha trasmesso una grande autostima a tutti i suoi compagni di squadra".

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