La sosta per le Nazionali ha svuotato i campi di allenamento, ma non ha rallentato il lavoro alla Juventus. Dopo quattro giorni di riposo concessi per ricaricare le energie in vista del tour de force autunnale, Luciano Spalletti ha riaperto i cancelli della Continassa. Il gruppo si è presentato inevitabilmente ridotto, con ben 15 giocatori convocati dalle rispettive selezioni. Un’assenza massiccia che ha costretto lo staff tecnico a rimodulare il lavoro quotidiano, mantenendo però alta l’intensità delle sedute grazie a un programma personalizzato e all’inserimento di diversi giovani provenienti dalla Next Gen.
Allenamento mirato per portieri e attaccanti
Nella prima giornata di lavoro, le gerarchie tra i pali sono rimaste intatte con la presenza di Mattia Perin, Michele Di Gregorio e Carlo Pinsoglio. Sul campo, invece, hanno lavorato elementi come Lloyd Kelly, Khephren Thuram e Fabio Miretti. Particolare attenzione è stata dedicata al reparto offensivo, dove il tridente composto da Jeremie Boga, Dusan Vlahovic e Arkadiusz Milik ha svolto esercitazioni specifiche su movimenti e finalizzazione.
L’apporto della Next Gen
Per garantire ritmo e competitività alle esercitazioni tattiche, Spalletti ha aggregato diversi talenti della Next Gen: Mangiapoco, Anghelé, Pagnucco, Savio, Gil Puche e Rizzo hanno così avuto l’opportunità di misurarsi con i carichi della prima squadra. Un segnale chiaro della continuità progettuale tra settore giovanile e gruppo principale, utile anche per sopperire numericamente alle tante assenze.
In questo contesto, grande attenzione è stata riservata anche alla gestione degli infortunati, in particolare alla situazione di Holm, monitorata costantemente con un programma prudente e personalizzato.