Fabrizio Ravanelli ha parlato ai microfoni di Tuttosport. Tanti sono stati i temi toccati: dalle scelte di mercato fino al campo. Di seguito le sue parole:
CRESCITA CON SPALLETTI: “È merito di Luciano. Parlerei di effetto Spalletti davvero positivo sulla squadra e sull’ambiente. Nonostante qualche sconfitta come quelle contro il Cagliari in campionato e l’Atalanta in Coppa Italia, la Juve ora sta facendo veramente bene. Il merito va attribuito a Luciano, che ha messo i giocatori al posto giusto ottenendo il massimo risultato. Non solo, Spalletti ha ridato senso di appartenenza alla squadra e imposto rapidamente le sue idee tecnico-tattiche con una feroce riaggressione della palla in fase di non possesso. Adesso la Juve gioca veramente bene ed è merito dell’allenatore”.
SCUDETTO POSSIBILE?: “Difficile, si deve essere onesti. L’Inter è lontana, anche se nel calcio sperare non ha costi. Chiaro, se la Juve non avesse perso quei 5 punti con Cagliari e Lecce in due gare dominate, oggi la storia sarebbe molto diversa. Avessero fatto bottino pieno, i bianconeri si sarebbero giocati il primo posto”.
DAVID: “David al Lille era un top player. Dopo un inizio di stagione complicato, ora lo vedo più tranquillo a livello interiore. Si vede che adesso gioca sereno e che la fiducia incassata da Spalletti lo sta aiutando. Il canadese può essere l’uomo in più nella seconda parte di stagione e aiutare la Juve a centrare gli obiettivi”.
SERVIREBBE UN ATTACCANTE? :“La penso come Luciano, che è uno dei migliori allenatori in circolazione. A questa Juve sarebbe servito certamente un pennellone là davanti. Serve e manca una punta con quel tipo di caratteristiche nella rosa bianconera“.
CHI PRENDEREBBE? :“Andrei all’assalto di un top. Se potessi scegliere su tutti direi Osimhen. La Juve deve provarci perché sarebbe perfetto per il gioco di Spalletti, che tra l’altro lo conosce bene e saprebbe valorizzarlo al massimo. Osimhen sarebbe un grande acquisto: è forte di testa, veloce, fa reparto da solo e attacca la profondità. In più in fase di non possesso fa anche pressing sui difensori avversari: attaccanti così ce ne sono davvero pochi in giro”.