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Terry: “Chelsea-Juve? Io dico 2-0. Bonucci e Chiellini dei top top player”

LONDON, ENGLAND - AUGUST 27: John Terry of Chelsea in action during the Premier League match between Chelsea and Burnley at Stamford Bridge on August 27, 2016 in London, England.  (Photo by Steve Bardens/Getty Images)

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, la leggenda del Chelsea John Terry ha parlato del match di questa sera contro la Juventus

redazionejuvenews

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, la leggenda del Chelsea e del calcio inglese John Terry ha parlato del match di questa sera contro la Juventus: "Quanto finisce Chelsea-Juve? Io dico 2-0, perché il Chelsea sta bene e non ha problemi dalla sera in cui ha perso a Torino. Per me, anche con le assenze, è superiore".

Poi l'ex difensore ha parlato di Bonucci e Chiellini: "Bonucci e Chiellini sono i migliori della loro generazione, due top top player. Sono già leggende. Io stesso li studiavo, come ho sempre studiato gli italiani. Baresi, da cui tutto è cominciato, e Maldini, mio mito assoluto, l’uomo che faceva sembrare tutto facile: nessun difensore ha mai avuto uno stile naturale come lui". Ora i difensori al giorno d'oggi sono troppo morbidi? "Mah un po’ sì, noi eravamo più aggressivi. Dire così però è troppo severo: sono cambiate le regole, è cambiato il gioco. Io ho una certezza: tra cinque anni ci saranno ancora bravi difensori e Van Dijk, che è un fenomeno, sarà ancora il più bravo di tutti".

Chiosa finale su Josè Mourinho: "E' stato il mio allenatore preferito. Ricordo un periodo in cui ero infortunato a una caviglia, sarei dovuto star fuori venti giorni ma Mou veniva nella sala del recupero infortuni, parlava con tutti e mi ignorava. Ehi, io ero il capitano, non potevo accettarlo. Ho chiamato il dottore: “Fammi un’iniezione, voglio esserci domani’”. Mi ha guardato come se fossi matto. Mou mi ha fatto giocare, poi mi ha mandato cinque giorni a Dubai a recuperare. Un’altra volta avevo un dito e un osso del piede rotti ma lui voleva che io giocassi. Ho fatto due iniezioni al giorno per un sacco di tempo, con il medico che tornava a farmene una terza se l’allenamento si prolungava. Faceva male, ma lo rifarei: abbiamo vinto il titolo".