Zlatan Ibrahimovic, calciatore del Milan dal 2010 al 2012 e dal 2020 al 2023, oggi consulente sportivo del club rossonero
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Nella giornata di ieri la Juve ha ottenuto tre punti preziosissimi in chiave classifica, balzando momentaneamente al sesto posto in classifica e alimentando le speranze di una rincorsa alla zona Champions. Quella portata a casa è stata una partita che presentava delle difficoltà, soprattutto in virtù del momento buio che si sta vivendo in casa Juve, specialmente dopo il vortice delle plusvalenze che vede coinvolti i dirigenti della Continassa, ora indagati dalla Procura di Torino per falso in bilancio.
Inevitabilmente, questo riporta alla luce le vicende di Calciopoli avvenute nel 2006, quando i bianconeri vennero retrocessi in Serie B, penalizzati di 17 punti e deturpati di due scudetti vinti che, ancora oggi accendono molto dibattito, soprattutto tra chi quegli scudetti li ha ‘conquistati sul campo’.
E’ il caso di Zlatan Ibrahimovic che, in piu occasioni ha sempre ribadito come si sentisse suoi quei titoli e ha trovato il modo di farlo anche nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera: “ Quegli scudetti li abbiamo vinti, e nessuno ce li può togliere. Nessuno può cancellare il sudore, la fatica, la sofferenza, gli infortuni, i gol. Per questo, quando dicono che in carriera ho vinto undici scudetti, li correggo: sono tredici. Moggi era uno che incuteva soggezione, anche se nona me Come è stato il top. Come Berlusconi”.
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