Ciro Ferrara, alla Juventus da calciatore dal 1994 al 2005 e nel ruolo di allenatore dal 2009 al 2010
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Ciro Ferrara ha parlato in un’intervista al Corriere dello Sport. Ecco le sue parole sulla lotta scudetto: “Qualcosa di straordinariamente insolito: si stanno giocando lo scudetto in tre, come non accadeva da secoli, verrebbe da dire. Una stagione unica che, stranamente, e non lo dico per andare controcorrente, fa un po’ storcere il muso, mentre invece ci sarebbe da cogliere questa diversità e andrebbe gustato l’equilibrio. Per me è un anno accattivante. Chi vincerà? Cambiamo idea ogni settimana: alla vigilia della gara con la Juventus, sull’Inter si allungavano ombre a dir poco inquietanti; prima della sfida con il Bologna, il Milan pareva favoritissimo e ora ci si interroga; e solo domenica mattina, al Napoli veniva accreditato un vantaggio che la sconfitta con la Fiorentina sembra abbia azzerato. La verità, ammesso che ce ne sia una sola, è che ci divertiremo: i tifosi resteranno con il fiato sospeso e chi si proclamerà campione d’Italia lo farà per un punto o forse due“.
Sui bianconeri: “La Juventus dovrebbe fare qualcosa che somigli a un miracolo, perché dovrebbe rimontare su Inter, Napoli e Milan. Una può scivolare, ci sta pure che se ne fermi un’altra, ma una forma di autodistruzione di massa mi sembra fuori dalla logica. Il ritardo accumulato in partenza, quando le altre infilavano vittorie, è diventato incolmabile: eppure, pensiamoci, se avesse battuto l’Inter… Ma l’ha persa e non ha troppo senso soffermarsi su un’analisi che sarebbe solo retorica. Infatti, Allegri non lo fa: guarda avanti, con la consapevolezza di chi sa che ormai deve blindare la qualificazione in Champions“.
Gli addii a zero come quello di Dybala ormai sono la prassi: “Le società hanno preso coscienza delle difficoltà oggettive e il talento può essere sacrificato dinnanzi a costi che possono diventare insopportabili. C’è stato chi in passato si è spinto oltre la soglia delle proprie possibilità o chi invece è rimasto oculato: ora tutti hanno compreso, evidentemente, che è impossibile spremere i bilanci e lasciano che anche giocatori di spessore vadano via a parametro zero. È il segno dei tempi“.
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