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Extra Juve, Capello duro: “Gli arbitri sono una mafia!”

Stefania Palminteri – 5 Gennaio, 18:37

Capello

In un'intervista rilasciata al giornale sportivo spagnolo Marca, Fabio Capello ha espresso un duro giudizio nei confronti degli arbitri

In una lunga intervista a Marca, famoso giornale sportivo spagnolo, Fabio Capello -ex allenatore della Juve– si è espresso duramente nei confronti degli arbitri, citando lo gli scandali Negreira in Spagna e Calciopoli in Italia. Di seguito le sue parole.

Il Barcellona che paga gli arbitri e il caso Negreira? Hanno provato a fermarci ma non ci sono riusciti! Non ce l’hanno fatta. Pensa allo sforzo che abbiamo dovuto fare, alla forza di quella squadra e al merito che abbiamo. Se già vincere ha sempre un grande valore, dopo questo ne ha ancora di più.

Abbiamo vinto contro tutti! Ricordo che la gente diceva: “Così, così, così vince il Madrid”. E invece no, è stato molto di più. In Italia c’è stato uno scandalo simile, Calciopoli, in cui alcuni club manipolavano le designazioni arbitrali. E la Juventus fu retrocessa in Serie B. Ma loro non pagarono, attenzione. E con questa storia di Negreira non è successo niente.

Questa è una domanda per voi spagnoli, non per me. Perché in Italia noi abbiamo agito. Io ho vinto due titoli con la Juventus, ho le due medaglie a casa, ma la squadra fu mandata in Serie B. Non posso parlare di arbitri e del VAR, è un argomento che mi fa arrabbiare molto.

Lo stile inglese? Non si può adottare in Serie A e in Liga perché gli arbitri sono una mafia. Non vogliono usare nel VAR ex giocatori, che conoscono i movimenti del calcio, il movimento che fa un calciatore per fermarsi, per proteggersi… E spesso prendono decisioni che non sono corrette, perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti.

A un giocatore toccano la faccia, si butta per terra, e fischiano. Ma perché fischi?! Se io sono alto 1,90 e l’altro 1,75, quando muovo il mio braccio è all’altezza della sua faccia: perché fischi? Questa cosa mi fa impazzire. Serve un ex giocatore al VAR! Serve uno che sta lì per dire all’arbitro: “Secondo me non è rigore o sì, è rigore”. Con la UEFA abbiamo analizzato 20 situazioni in cui erano stati assegnati dei rigori: ex giocatori ed ex allenatori le hanno riviste e 6 erano rigori, 14 no.”