Collina è ritornato sullo storico Perugia-Juventus del 2000, disputato in condizioni metereologiche al limite, ma non secondo l'ex arbitro
Intervistato per Tuttosport, Pierluigi Collina è ritornato su quanto accaduto in Perugia-Juventus del 14 maggio 2000 quando al Curi, sotto una pioggia battente, decise di far disputare il match che poi costò lo scudetto ai bianconeri di Carlo Ancelotti, vinto dalla Lazio. Ecco cosa ha detto: “Quello che fu sicuramente anomalo, fu il tempo tra quando fu sospesa la partita e quando riprese . Ma le condizioni del campo non erano poi così brutte, abbiamo visto situazioni peggiori. Chi era lì lo scrisse sul giornale e i giudizi furono unanimemente positivi. Decidere è quello che ho imparato a fare dall’età di 17 anni, quando ho iniziato ad arbitrare, ed è la cosa di cui sono più riconoscente, a questo percorso. Scontato dire che sei grato di aver diretto la finale della Coppa del mondo, la finale di Champions. La cosa che veramente ha fatto la differenza per me come uomo è stata imparare a decidere a quell’età. E nel 1977, non oggi che i ragazzi di 17 anni fanno cose che noi non ci sognavamo. Io arbitravo partite di giocatori adulti, dovevo decidere e assumermi la responsabilità della decisione. Mi ha aiutato a essere l’uomo che sono”.
Collina: "Bisogna capire se la soluzione risolve un problema o ne crea un altro"
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