Juve Women

WOMEN | Juve, Lia Walti: “Wolfsburg? Affronteremo un’avversaria molto combattiva”

In un’intervista rilasciata ai taccuini di Tuttosport Lia Walti, giocatrice della Juventus Women, ha parlato della sfida di domani di Champions League contro il Wolfsburg. Questa l’intervista completa:

Lia Wälti, domani c’è una sfida che il tecnico Canzi ha definito “gara che vale una stagione”: è il modo giusto per caricare il vostro spogliatoio?

«Sicuramente è il modo giusto, anche se disputare la Champions League è già di per sé una grande motivazione: è il sogno di qualsiasi giocatrice viverla, confrontarsi con le migliori squadre d’Europa. Vogliamo conquistare i quarti di finale e sappiamo che per farlo serviranno due ottime prestazioni contro una squadra forte che negli ultimi anni ha dato prova di grande continuità».

 

Qual è la caratteristica più pericolosa del Wolfsburg?

«La mentalità: affronteremo un’avversaria molto combattiva, che non molla mai. Che corre, che lotta con intensità e che proverà a fare gol fino all’ultimo istante».

 

La qualificazione ai quarti è apertissima: cosa non dovrete assolutamente sbagliare?

«Dobbiamo partire da una grande solidità difensiva, limitando le loro occasioni. In sfide come queste anche un piccolo errore può essere determinante: dovremo rimanere sempre concentrate tenendo alta fino all’ultimo l’intensità mentale».

 

Torna la Champions e, giovedì prossimo per il ritorno, si riapriranno le porte dello Stadium: lei è abituata a certi palcoscenici, ma qual è stata l’emozione la prima volta?

«Allo Stadium l’atmosfera è molto speciale, è uno stadio “stretto” in cui riesci a sentire molto vicino il sostegno dei tifosi. Ero già stata allo Stadium con l’Arsenal, ma scendere su quel campo con la maglia della Juventus è stata un’emozione incredibile e completamente nuova. Mi auguro che, per la gara di ritorno, tantissimi tifosi decidano di riempire gli spalti perché hanno già dimostrato di poterci aiutare molto».

 

Al contrario, patisce giocare in contesti meno “accesi” rispetto a quelli che viveva in Inghilterra?

«No, patire no, ma è sicuramente molto diverso. Mi era già capitato di giocare, in Germania come in Inghilterra, contro squadre in contesti con pochi tifosi, così come è vero che ho vissuto partite anche con 40/50.000 spettatori. Credo, in realtà, che la grande sfida di ogni giocatrice sia essere concentrata allo stesso modo, indipendentemente dal contesto».

 

Che cosa ha fatto la differenza in questo ottimo percorso che avete vissuto nella League Phase della Champions?

«I risultati, che passo dopo passo ci hanno aiutato ad accrescere la nostra consapevolezza. Abbiamo vinto le gare che sapevamo di dover vincere, penso a quelle con Benfica e Atletico Madrid, e con le avversarie di livello superiore, come Lione e Bayern Monaco, siamo uscite dal campo orgogliose della nostra prestazione perché siamo riuscite a metterle fortemente in difficoltà. Il nostro percorso ci ha detto che possiamo competere con le migliori».

 

Torniamo indietro di qualche mese: cosa l’ha convinto ad accettare la sfida alla Juventus?

«Durante l’ultimo mese all’Arsenal ho iniziato a pensare che potesse essere il momento giusto per cambiare, per confrontarmi con un altro campionato, un’altra cultura, anche per imparare una nuova lingua. Quando la Juventus ha preso i primi contatti con i miei agenti ho subito avuto una buona sensazione, confermata dalle prime conversazioni con il club: nel fare le mie scelte ho sempre messo al centro le persone e qui ho avuto da subito una sensazione di sicurezza, di essere voluta».

 

Quando ha sentito la parola Juventus qual è il primo nome che le è venuto in mente?

«A livello maschile Nedved, è da sempre un giocatore per me di riferimento. Tra le donne naturalmente Juventus vuol dire Gama, ma anche Rosucci, Salvai, Girelli e Bonansea. Ragazze che avevo già incontrato in passato tra sfide di club e con la Nazionale».

 

Ce n’è una cui ha legato di più in questi primi mesi a Torino?

«Inizialmente Viola (Calligaris, ndr), svizzera come me, mi ha aiutato molto. Ma in realtà non c’è una compagna nello specifico: con molte di loro condivido momenti fuori dal campo, devo dire che tutte mi hanno accolto nel migliore dei modi. Sono in un bel gruppo, un buon mix di culture diverse che lo rende molto interessante».

 

Lei è considerata tra i colpi più importanti, se non il più importante, della storia delle Women. La sente questa responsabilità?

«No, non la sento e in realtà non mi piace essere vista così, ma piuttosto come una giocatrice al pari delle altre, con i miei punti di forza e con le mie difficoltà, pronta a mettermi a disposizione della squadra affinché migliori, puntando per esempio sulla mia esperienza. Questa è l’unica pressione che sento, i “titoli” non mi piacciono».

 

Qual è l’aspetto in cui il calcio femminile italiano deve crescere più di tutti?

«Bisogna diventare più attrattivi, portare le persone allo stadio, trasmettere con continuità le partite in tv. In Inghilterra così come in altri Paesi europei oggi la situazione è diversa, ma è il frutto di un percorso lungo: quando nel 2013 giocavo in Germania la visibilità era molto bassa, così come nel 2018 in Inghilterra. Poi gli investimenti sono andati in quella direzione e allora il movimento ha ottenuto sempre maggiore spazio e, quindi, seguito. In Italia questa crescita è in corso, ma bisogna essere consapevoli che ci sia sempre un passo in più da compiere».

 

E che cosa, invece, ha apprezzato del nostro calcio che magari non si aspettava?

«Il cuore. Quel fuoco, quel desiderio di vincere. È una cosa che non puoi allenare, fa parte del dna e io l’ho ritrovato nel dna della Juventus. Forse in campionato non sempre abbiamo raccolto quanto seminato, ma se penso alle finali, ecco questa squadra non le ha mai sbagliate, ha sempre trovato un modo di vincerle. Questo mi ha colpita molto».

 

C’è qualcosa di più grande di vincere la Champions?

«Vincere la Champions è un’emozione incredibile, eppure l’Europeo vissuto in casa quest’estate non è paragonabile a niente. 20.000 persone che ci aspettavano davanti allo stadio, 40.000 dentro: ricordo che quando abbiamo perso contro la Spagna sono rimaste lì, erano ancora sugli spalti dopo quasi un’ora dalla fine della gara. Sono cose che capitano solo una volta nella vita: l’Europeo in casa è stata l’esperienza migliore della mia carriera».

 

C’è uno sportivo che per lei è fonte di ispirazione?

«Federer, l’esempio perfetto di chi, nonostante i successi, rimane se stesso. Rispettoso, umile, elegante. Valori da cui traggo grande ispirazione».

 

Per chiudere: ha già un piatto tipico piemontese/italiano preferito?

«Il tartufo! Datemi tartufo da mettere ovunque: sui risotti, sulla pasta, sulle uova, sulla carne! (sorride, ndr). E il vitello tonnato: l’ho mangiato più volte al ristorante e pure a casa di Ceci (Salvai, ndr). Eccellente!».

Stefania Palminteri

Classe 1969, giornalista pubblicista dal 2018. Redattore per Cittaceleste.it, Juvenews.eu, Notiziecalciomercato.eu, Mondoudinese.it, Ilmilanista.it

Condividi
Pubblicato da

Articoli recenti

  • Juve News

Inter-Juventus, dove vedere il match in TV e in streaming

Il comunicato con cui la società bianconera ha ricordato ai propri tifosi dove sarà possibile…

11/02/2026
  • Juve News

Inter-Juve, Mudingayi: “Gara molto sentita e importante. Dico…”

Le dichiarazioni dell'ex centrocampista di Lazio e Inter: il suo pensiero riguardo al Derby d'Italia…

11/02/2026
  • Juve News

Juve, Giannichedda: “Yildiz come Del Piero. Spero diventi come…”

Giuliano Giannichedda, ex centrocampista della Juve, ha parlato a TMW Radio di Yildiz e del…

10/02/2026
  • Juve News

Juve, Moretto sul rinnovo di McKennie: “Ecco come stanno le cose”

L'insider di mercato Matteo Moretto, sul canale YouTube di Fabrizio Romano, ha parlato del rinnovo…

10/02/2026
  • Senza categoria

Juve-Lazio, Tommasi a Open Var: “Giusto annullare la rete di Koopmeiners”

Dino Tommasi, ex arbitro, ha parlato ad Open Var, su Dazn, del gol di Koopmeiners…

10/02/2026
  • Juve News

Juve-Lazio, Tommasi a Open Var: “Era rigore. Vi spiego il motivo”

Ad Open Var, l'ex arbitro Dino Tommasi ha commentato il contatto in area di rigore…

10/02/2026