Zidane lascia il Real Madrid: "Il club ormai non mi dà la fiducia che necessito"
Ora ho deciso andarmene e voglio spiegarvi bene le ragioni. Me ne vado, ma non lascio la nave che affonda e non sono stanco di allenare. A maggio 2018 me ne sono andato perché dopo due anni e mezzo con tante vittorie e tanti trofei sentivo che la squadra aveva bisogno di un nuovo ciclo per mantenersi sempre in alto. Oggi le cose sono diverse. Me ne vado perché sento che il club ormai non mi dà la fiducia che necessito, non mi offre il sostegno per costruire qualcosa a medio o lungo termine. Qui ci si è dimenticati tutto quello che ho costruito giorno dopo giorno. Mi sarebbe piaciuto che in questi ultimi mesi la mia relazione col club e col presidente fosse un po' differente rispetto a quella degli altri allenatori. Non chiedevo privilegi, ma almeno un po' di memoria. Le relazioni umane sono più importanti di tutto il resto. Mi faceva malissimo leggere, dopo una sconfitta, che mi avrebbero cacciato. Questi messaggio filtrati in modo intenzionale alla stampa creavano interferenze negative con la rosa, dubbi e malintesi. Per fortuna avevo dei calciatori meravigliosi che sono rimasti con me fino alla morte. Credevano in me e sapevano che io credevo in loro. Ho fatto centinaia di conferenze stampa e per disgrazia abbiamo parlato ben poco di calcio. Mi sarebbe piaciuto che le domande non fossero sempre dirette a creare polemica, ma piuttosto a parlare di pallone. Non ci dimentichiamo mai del calcio, che è proprio ciò che ci unisce".
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