È da poco finito il match tra Roma e Juventus: i bianconeri di Luciano Spalletti hanno pareggiato per 3-3 grazie alla rete di Gatti messa a segno al 93esimo minuto. Al termine della gara, il tecnico bianconero è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le sue parole:
“Se sono felice della reazione che ha avuto la squadra? Se si parla di reazione, sì. Se si vanno a vedere le ipotetiche situazioni che la squadra si era fatta nel primo tempo, non sono molto felice. Poi è chiaro che va fatta una valutazione obiettiva, che si esce dalla Champions in quella maniera lì, giocando 120 minuti, avendo tutto quel fardello di fatica, di esclusione e allo stesso tempo poi di dispiacere, di dolore, perché la squadra aveva fatto bene, per cui rimettere a posto tutte quelle cose lì, quando vai sotto di due gol, diventa una montagna difficilmente da scalare. Invece i giocatori ci hanno creduto, hanno avuto una grandissima reazione, non hanno mai smesso di crederci, anche se siamo stati leggeri sul secondo e sul terzo gol.
Se credevo o meno che con i cambi potevamo recuperarla? Tu credi sempre di poterla recuperare, perché questo devi trasmettere, i cambi tu li fai per questo, tu cerchi di tenere equilibrio, ma tu speri sempre, anche perché questo calcio è un po’ così ora, queste vampate che ci sono di entusiasmo, di depressione, giocate importanti, perché poi Yildiz ti può sempre fare la giocata, ha già fatto una partita splendida, Zhegrova ti può sempre tirare fuori qualcosa, Boga è un altro calciatore che ha le intuizioni, ha la qualità per creare dal nulla una situazione importante, per cui si va sempre ad essere fiduciosi, perché bisogna essere così, oltre che nello sport anche nella vita
Reazione dopo il 3-1 è un segnale che vale tanto? È vero, perché poi abbiamo giocato, di queste cinque partite, ne abbiamo giocate tre in inferiorità numerica, e per tempi interi in inferiorità numerica. Per cui ti stremano ancora di più, poi non porti a casa i risultati, pensavi di averli fatti a San Siro, poi invece hai preso gol all’ultimo, e rientri nello spogliatoio e hai le orecchie abbassate. Col Galatasaray uguale: giochi una partita, un tempo benissimo, poi va dentro, e al 20′ del secondo tempo giochi in dieci, in casa abbiamo giocato in dieci per tutto il secondo tempo e per tutti i supplementari; sono cose che, sì, tu puoi trovare tutte le parole possibili per cercare di alimentare quella che è la fiducia e di alimentare quelli che devono essere degli stimoli corretti, e che la Juventus deve sempre avere.
In questo momento qui ci hanno aiutato anche i tifosi, anche oggi ci sono stati molto vicino e quando i tifosi sono al nostro fianco e indossano con noi la maglia diventa un po’ meno pesa di quello che è. Come sto? Se sono un pò stanco e se credo al quarto posto? Vivo per questo, vivo per il quarto posto, vivo per quella posizione lì: diamogli una forma e io vivo per quella forma lì del quarto posto. Se il gruppo potrà meglio gestire questa altalena di depressione ed entusiasmo? Secondo me noi abbiamo avuto un momento dove ci sono venute troppe cose addosso, e non siamo stati neanche molto fortunati in quel momento lì, perché la mia squadra ha fatto vedere delle cose importanti. Io la trovo cresciuta sotto tutti gli aspetti, e secondo me faremo un grande finale di campionato”.