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Alla vigilia della sfida tra Juventus e Pisa, la Gazzetta dello Sport ha intervistato Michele Padovano, doppio ex della partita. L’ex attaccante aveva iniziato la sua carriera proprio nel Pisa nel 1991, ma nel 1995 approva a Torino sponda bianconera. Giocò due stagioni con la Juventus, vincendo anche l’ultima Champions League della Vecchia Signora nella stagione 1995-1996.
In vista della sfida proprio tra le due compagini, Padovano si è espresso così sulle due squadre.
Oggi che effetto le fa rivedere il Pisa in Serie A?
“È una piazza che la merita, quindi ero stupito gli anni prima. […] La squadra fa la prestazione, però segna pochi gol. Il Pisa non ha nulla da invidiare a Como e Udinese a livello di piazza, ma è importante consolidarsi e strutturarsi bene come club per poi trasferire ai calciatori ciò che significa stare a Pisa“.
La Juve non può approcciare la partita di domani pensando alle difficoltà degli avversari…
”Assolutamente. La Juventus nelle prossime quattro partite deve fare 12 punti se vuole ambire a quel quarto posto che è di vitale importanza. A Roma l’ho vista reagire in maniera importante dopo il 3-1, quando sembrava una sconfitta certa. Non sarà semplice perché ci sono Roma e Como che viaggiano a mille e pure l’Atalanta che lotterà”.
Ha parlato di reazione: la Juventus è la squadra che ha segnato di più in Serie A dopo il 90′ e ha recuperato parecchi punti da situazioni di svantaggio. “Fino alla fine”, no?
“Infatti mi piace il pensiero di Spalletti: si fida di questa squadra, l’ha vista reagire e riprendere un pari insperato. Questo atteggiamento va confermato: finora ha steccato solo nel secondo tempo contro il Galatasaray e contro il Como. Obiettivamente, però, subisce tanti gol ed è un’anomalia su cui lavorare”.
Da dove nasce il calo di febbraio?
“Dalla testa e dal fisico. Ci sono dei problemi strutturali e infatti l’anno prossimo vedremo una Juventus rinforzata con 4-5 giocatori. Io spero che ci siano calciatori anche esperti, perché alla Juventus manca quella fascia d’età dai 27 ai 30 anni: come Rabiot al Milan, uno forte che in campo dà una padronanza e un’esperienza tale che aiuta gli altri a crescere”.
Ha in mente dei nomi?
“Io continuo a dire che Tonali è un giocatore eccezionale e a questa Juventus servirebbe come il pane per crescere. È veramente molto forte e poi è italiano, quindi conosce la storia del club. Non è semplicissimo prenderlo, però provarci è obbligatorio”.
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