Luciano Spalletti
È terminato da poco il match tra Juventus e Napoli: i bianconeri di Luciano Spalletti si sono imposti per 3-0 sui partenopei di Antonio Conte. Al termine della gara, l’allenatore bianconero è intervenuto ai microfoni di Dazn per commentare la gara. Queste le sue parole:
“Che cosa mi lascia più soddisfatto di questa bella prestazione? Il modo in cui hanno affrontato la partita, in cui sono stati in campo durante i 90 minuti: hanno cadenzato, hanno sempre fatto allo stesso modo. Quando non avevano fiato e non ci sono riusciti non sono andati addosso, ma sennò hanno sempre cercato di guadagnare metri, di stare nella loro metà al campo. Questa è consapevolezza di avere delle potenzialità, di avere una forza, perché è la tua convinzione e la tua consapevolezza che ti mette poi in condizione di poter diventare quello che tu vuoi. Le scelte che si fanno, eccetto un po’ all’inizio del secondo tempo che abbiamo fatto due o tre passaggi all’indietro e abbiamo riportato la squadra tutta dentro la nostra meta al campo, e loro erano quelli che volevano, erano quelli che cercavano. Poi siamo andati sempre a giocare dentro, a giocare in verticale per poterli andare dietro le spalle, e questo mi è piaciuto.
Quello che diventa fondamentale per me nel calcio adesso è prima di tutto rendere i calciatori protagonisti, e poi portare il suo stile di gioco dentro qualsiasi posizione poi si trovino a giocare. Ormai questo fatto di essere così precisi e così ripetitivi crea dei vantaggi agli avversari, perché tutti individuano poi qual è il loro obiettivo, il loro duello personale, e se tu li metti in condizione poi di essere in un’altra situazione di gioco difensivamente, a dover leggere delle situazioni che non sono leggibili, perché tu fai quello che vuoi, tu vai dove ti pare, tu vai a esplorare cose nuove, è chiaro che in questa dinamicità ci vuole sempre un equilibrio, e Locatelli è bravissimo a tenermi l’equilibrio di squadra, perché lui si accorge quando siamo troppo fuori a chiamare questo, a chiamare quell’altro.
Ora difensivamente siamo tosti da un punto di vista di coperture, di preventive; mentre si gioca Kelly è libero di andare a fare queste scorribande come ha fatto anche nel secondo tempo, perché ha delle potenzialità enormi. E se una volta invece di farlo fare al tutta fascia lo fa un difensore centrale di prendere palla e di andare in area di rigore come ha fatto lui nel secondo tempo, e crearti un sovraccarico laggiù che non si aspettano o dal quale diventa difficile poi difendersi, l’attaccante deve venire laggiù come ha fatto. E diventa bello vedere che poi c’è più divertimento a giocare, perché va ad essere richiamata la tua intelligenza, la tua qualità totale di calciatore, tu vai a scegliere quello che sei nel momento dell’azione; vai a condividere, ad associarti, ad essere in un settore di campo con quelli che trovi, non con quelli a cui sei abituato a fare.
Però poi ci vuole sempre un equilibrio intelligente, un equilibrio dinamico, un ordine dentro il caos e ora lo stanno facendo bene; però poi la differenza la fa sempre la loro qualità. Ma è chiaro che se li abitui un po’ a giocare diventa più facile prendere qualcosa, se li abitui in “te sei un difensore devi difendere, te sei un centrocampista di rottura devi rompere” no… Locatelli va a rimidellare e fa il tacco che rimette in porta un giocatore, va a fare una giocata che gli possa dare soddisfazione di fare questo lavoro, che gli riempi il perché fa questo lavoro, il motivo per cui è qui.
Se alla Juventus non serva un attaccante in più con un David del genere? A me interessa poco, cioè David è un calciatore fortissimo dentro l’area di rigore ma è finalizzazione, lui è stato bravo perché lì non ci sono spazi liberi, lì ci sono spazi tolti agli avversari, ci sono spazi strappati e lui si è strappato a questo spazio. Lì non ci sono tempi di gioco dentro l’area di rigore, ci sono istanti di gioco. Poi c’è la punta, come fa Hojlund, che viene a metà campo quando gli monti addosso, gli scaraventano palla addosso, la rende giocabile e lì la squadra deve fare 100 metri per andare a fare una ricomposizione dentro l’area di rigore, e questo noi non ce l’abbiamo.
Per cui va bene David per il gol, però si va al di là nella ricerca, ci vuole anche quello che prende palla addosso e fa le sportellate con il difensore centrale. Ci sono delle fasi dentro la partita dove bisogna eseguire quello che vuole la fase della partita. Yildiz ha fatto la punta e ha fatto gol: Yildiz in quel momento lì era punta perché c’era Miretti trequartista di destra e Kostic trequartista di sinistra in quel momento lì. E Kenan ha fatto gol, ed è un alieno Kenan, non è un calciatore normale, ogni tanto fa qualche cosa di sbagliato per vedere se rientra nella normalità, ma non ce la fa, gli avanza sempre roba, non può diventare un calciatore normale. David è un calciatore forte, ma dico che ci sono delle fasi di gioco dove ci vuole l’attaccante dentro l’area di rigore e sa fare quello. Poi c’è da fare anche quell’altro perché il Napoli è una squadra forte che ti mette sotto pressione, ogni volta ti guadagna metri, ti monta addosso, per cui quello lì non lo sa fare. E va completata questa situazione qui ogni tanto, però se poi la squadra riesce a non prendere gol, fa le ricomposizioni 100 metri fatte bene e David continua a segnare, come sta facendo ora, noi ugualmente si ha la testa fuori d’acqua e si respira, e siamo contenti”.
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