Arkadiusz Milik, attaccante della Juventus
L’incubo che ha perseguitato Arkadiusz Milik per quasi due anni è finalmente finito. L’attaccante polacco è tornato in campo contro il Sassuolo. Non si vedeva con la maglia bianconera da 665 giorni, quasi due anni di recupero e ricadute continue. Adesso, a 32 anni, vuole tornare a sentirsi protagonista. Il numero 14 juventino ha dimostrato, nei 16 minuti in cui ha messo piede in campo, di poter essere ancora pericoloso. Ha sfiorato il gol, negato solo da un super intervento di Muric. Milik potrebbe rivelarsi l’arma a sorpresa di questo finale di stagione. Spalletti l’ha definito come “l’attaccante che chiedeva”, e probabilmente ha già superato David e Openda nelle gerarchie.
TuttoSport ha raccontato il lungo periodo di riabilitazione del giocatore.
Milik, per recuperare al meglio, ha scelto di tornare in patria, a Zabrze, dove gioca il club che l’ha lanciato nel mondo dei professionisti, il Gornik. Il direttore sportivo del club è il fratello di Arek, Lukasz, mentre l’head of performance Marcin Zontek, uno dei suoi preparatori.
Nelle strutture messe a disposizione dalla società, Milik ha ricominciato a mettere benzina sulle gambe, tra campi d’allenamento e stadio. Nel luogo che più conta per lui, ha avuto inizio il suo rientro in forma.
Il polacco è stato seguito da persone a lui vicine, e da professionisti tra i migliori nel suo campo, quello da calcio. Da Zabrze a Torino, passando per Marbella, dove si solito frequenta le vacanze estive, è stato sempre seguito da un team di esperti. Oltre allo staff medico della Juventus, una figura sempre presente è stata quella di Arnaud Chabert. Nella sua carriera ha lavorato anche con Boga e la nazionale nigeriana di Oshimen. Ha raccontato così il suo rapporto con Milik: “Ci siamo incontrati quando lui era a Marsiglia. Io sono un fisioterapista e lavoro individualmente con i calciatori. Ho iniziato a lavorare con lui anche oltre il contesto del club e non ci siamo più lasciati, l’ho seguito anche alla Juve”. Insomma, lo conosce bene e sa quello che ha passato l’attaccante: “Ha fatto un primo intervento che non è andato così bene e poi un secondo. Da qui c’è stato un lungo periodo con difficoltà nella riabilitazione, sia dal punto di vista del ginocchio che delle compensazioni muscolari. Un percorso complicato anche per via degli infortuni precedenti”.
Il fisioterapista ha continuato elogiando Milik e la sua caparbietà. “Arek è un tipo davvero forte. Sono orgoglioso di conoscere e lavorare con un ragazzo così. Ha una mentalità professionale, non ha mai mollato, neanche un giorno, neanche quando le cose non andavano bene e potevano insorgere pensieri negativi. E, quindi, questa professionalità lo ha portato fin qui e sono davvero contento di vedergli fare i primi minuti in campo”.
Alla domanda sul come sta Milik, ha risposto dicendo: “Il corpo risponde molto bene e per quello è tornato con la squadra e poi in campo. Questa estate era tornato con la squadra prima del Mondiale per Club ma, magari, è stato un po’ presto. Da lì ha fatto di tutto durante questi mesi per non smettere e tornare a questi livelli”.
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