Il giorno del confronto tra Elkann e la dirigenza è stato deciso. Adesso il futuro della Juventus è tutto nelle mani del patron di Exor.

La Champions decide il futuro della Juventus

Le prossime ore saranno decisive per il futuro della Juventus. Tutto ruota attorno alla qualificazione alla prossima Champions League, obiettivo che oggi appare complicatissimo e che rischia di influenzare profondamente le scelte societarie della prossima estate. I bianconeri, attesi dal derby contro il Torino all’ultima giornata, non dipendono più soltanto da sé stessi. Servirà una vittoria e contemporaneamente almeno un passo falso delle dirette concorrenti per sperare ancora nel quarto posto. Una situazione che ha aumentato pressione e tensione all’interno del club, dove è già partita la riflessione sulle responsabilità della stagione. Il confronto più atteso è quello fissato tra John Elkann e Damien Comolli. La data cerchiata in rosso è quella di martedì 26 maggio, giornata nella quale verranno analizzati risultati, gestione e prospettive del progetto bianconero. E senza la Champions League, la posizione dell’attuale amministratore delegato appare sempre più fragile.

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Comolli in bilico e la possibile rivoluzione interna

L’eventuale addio di Comolli aprirebbe automaticamente una rivoluzione ai vertici societari. Il dirigente francese, arrivato con l’obiettivo di modernizzare la struttura del club attraverso una gestione ispirata al modello “Moneyball”, non è riuscito a creare un rapporto forte né con l’ambiente né con parte dell’area sportiva. Le critiche dei tifosi si sono sommate a tensioni interne mai realmente risolte. A pesare, secondo quanto filtra dalla Continassa, sarebbero soprattutto i rapporti non decollati con Luciano Spalletti, con alcuni giocatori e persino con dipendenti del club. Anche la gestione dei rinnovi e delle dinamiche interne avrebbe generato malumori nel corso della stagione. Nel caso di separazione, potrebbe lasciare Torino anche gran parte della rete di collaboratori costruita attorno a Comolli. Tra i nomi più esposti ci sono quelli del direttore tecnico François Modesto, dell’Head of Performance Darren Burgess e del Chief Business Officer Peter Silverstone. Secondo le indiscrezioni, anche Selinay Gurgenç, moglie di Comolli e figura considerata influente nell’area comunicazione pur senza un ruolo ufficiale nei quadri societari, avrebbe assunto un peso importante all’interno del club. Aspetto che avrebbe contribuito ad aumentare le tensioni interne.

Comolli non vuole fare passi indietro

Nonostante il clima complicato, Comolli continua a difendere il proprio lavoro e quello della squadra dirigenziale costruita nell’ultimo anno. Il manager francese non avrebbe alcuna intenzione di rinunciare alle deleghe o ridurre il proprio potere decisionale, convinto della validità del progetto avviato alla Juventus. Tuttavia, la sensazione crescente è che il suo destino sia strettamente legato al piazzamento Champions. Senza l’accesso alla massima competizione europea, la proprietà potrebbe decidere di cambiare direzione e avviare una nuova rivoluzione manageriale. Il faccia a faccia con Elkann servirà proprio a questo: capire se esistano ancora le condizioni per proseguire insieme oppure se la Juventus debba ripartire ancora una volta da un nuovo assetto dirigenziale.

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