Luciano Spalletti, nel pomeriggio, è intervenuto in conferenza stampa post-Fiorentina, parlando anche del suo futuro.

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Luciano Spalletti ha parlato così in conferenza stampa, rispondendo alle domande riguardanti la sconfitta con la Fiorentina e anche sul suo futuro.

spalletti

Mister, sembra una squadra che ha perso contro la pressione. Che cosa è successo?

«Ha perso contro diverse cose. Sono state più di una, anche se quello che viene messo in risalto è soprattutto la difficoltà nel gestire il momento, nel restare lucidi e nel dare continuità in una fase decisiva come questa. Ho visto poca valutazione, poca testa che ragiona, poca capacità di restare dentro gli episodi della partita con lucidità. E per quello che vale il risultato, è davvero poca roba. Mi viene naturale andare a cercare prima di tutto in me stesso, nel mio lavoro, nella gestione della squadra. Diventa difficile anche da spiegare, perché ci eravamo preparati a questo momento dopo mesi di lavoro. Non era una partita figlia di un episodio, come con la Roma. Era una partita costruita su un percorso corretto, su professionismo e lavoro. E invece abbiamo preso gol quando non era successo praticamente niente, e siamo andati sotto 1-0.»

Si parla di ritiro per la squadra dopo questa sconfitta

«Ma perché ci vuole mandare in ritiro? Io vedo dei ragazzi che son distrutti. Il ritiro è quello della prigione mentale dopo questo risultato qui. Non si va a far niente. Si dice la partita della vita, della stagione, bisogna togliere questi sovraccarichi. Era Juventus Fiorentina, giocata in un teatro del calcio bellissimo, abbiamo la fortuna di essere la Juventus. Possiamo giocarci un risultato importantissimo. Non si può essere ridimensionati dal fatto che loro giochino liberi e noi diventiamo più piccoli di quelli che siamo. Ma il calcio racconta, racconta sempre delle cose. Poi dentro ognuno va a prendere delle cose che mi pare, trasferisce quello che vede. Sotto l’aspetto della lucidità, della personalità, del carattere, dell’essere un professionista di livello ho ancora da fare dei passi in avanti, devo tornare a scuola. Siamo tutti i giorni in ritiro, pensiamo sempre a dare soddisfazioni ai tifosi. Questa settimana parlerò con John Elkann ma sarà un’analisi di me stesso, io devo presentare qualcosa in più di quanto presentato oggi».

Il finale di Parma-Roma ha condizionato questa partita?

«Ma che vuoi che abbia condizionato? Noi dobbiamo vincere questa partita qui. Tutto il rumore, le pressioni che vengono create…La prima qualità è di pulire tutto questo e ridurre il pensiero al gioco. Dalle altre parti non ci puoi mettere mano. È un’altra fatica ulteriore che vai a fare. Poi è il gioco, sono le scelte che fai, come pulisco la palla per il compagno, come faccio una scelta del livello che sto giocando del pallone, del livello di importanza, che vado a tentare di posizionarmi, perché poi mi posiziono in Champions League e gioco coi migliori al mondo. Devi scegliere la partita, tutto il resto va pulito e non ti puoi portare dietro altrimenti son troppe le cose che ti porti dietro. Però prima devo guardare quello che devo fare io. Innanzitutto li ho ringraziati ad essere a questo livello per giocarsi questa partita qui, significa che abbiamo lavorato bene. Ma come mai non riescono a ragionare così? Alcune cose non mi sono piaciute per gestione emotiva, ci sono momenti che li subisci e perdi i connotati del livello di persona che sei. Se ne è parlato tanto, per togliersi del peso addosso, che voi ci mettete…Ognuno può scrivere e dire quello che gli pare, ma sono io che scelgo cosa è importante e cosa non valutare per essere pronto e dare il massimo. Se il livello è così indietro rispetto a quanto ci siamo creati nell’anno, dovrò parlarne in maniera più approfondita. Questo racconta quello che siamo e io che porto a giocare la squadra così».

A fine partita c’è stata una lite con Gudmundsson, cos'è successo?

«Lui ha preso da una palla fuori e l’ha ributtata in campo per interrompere il gioco in maniera anti-sportiva. Poi mi è venuto a salutare e gli ho detto non mi toccare. Ha fatto una cosa anti-sportiva e non l’ho voluto salutare. Ha sbagliato persona».

Sta mettendo in discussione il suo futuro?

«Vado ad analizzare me stesso in tutto, soprattutto il mio operato. Devo anche analizzare me stesso. Questa cosa delle pressioni subite o non subite fatto prima, poi vengo qui e si subiscono, significa che devo approfondire di più questo discorso. Il discorso dei giocatori da andare a prendere va pulito, non si dice chi deve andare via prima di una partita del genere. Dobbiamo assumerci le responsabilità».

Perché certi errori si ripetono e perché alcune scelte come David e Openda non sono state fatte?

«I numeri dicono quello ma dipende dal punto di vista in cui li guardi. È un brutto gol quello preso. David e Openda li ho fatti giocare l’altro giorno e non abbiamo realizzato moltissimo, questa volta ho deciso così di mettere Boga per avere 4 giocatori super offensivi. Alcune volte si fanno scelte buone, altre meno ma ci voleva l’uomo che salta l’avversario nello stretto. Magari visto il risultato finale potevo scegliere meglio».

Che giudizio dà alla stagione e ha sentito i dirigenti?

«I dirigenti erano tutti negli spogliatoi, eravamo con i giocatori. Li ho visti lì dentro. Io do un giudizio molto positivo alla stagione della Juventus: ha giocato una grande stagione, parlo del mio periodo, dove degli episodi ci hanno penalizzato per farla essere grandissima. Non siamo stati bravi a direzionare episodi che avevamo a portata di mano per farla diventare grandissima. Abbiamo giocato un grande calcio, fatto dei passi avanti notevoli. La mia idea rimane questa della Juventus e dei calciatori della Juventus».

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