Alla vigilia della sfida contro la Pianese, Filippo Pagnucco ha raccontato il suo percorso con la maglia bianconera.
Filippo Pagnucco, difensore classe 2006 della Juventus Next Gen, ha concesso un’intervista ai canali ufficiali della società bianconera. Leggiamo le sue parole:
UN MOMENTO MAGICO: “Non potrei essere più felice. Abbiamo rispettato gli obiettivi stagionali e superato il primo turno dei playoff, ma siamo solo all’inizio. A livello personale vedo i frutti del duro lavoro e dei sacrifici fatti durante tutto l’anno; la crescita è costante e il primo gol tra i professionisti di domenica sera è stata un’emozione incredibile. Quando la palla è entrata non ho capito nulla per un minuto, ma la gioia più grande è stata aiutare la squadra a passare il turno”.
IL PERCORSO IN BIANCONERO: “Il mio primo ricordo risale al 2020, quando entrai per la prima volta al centro sportivo di Vinovo con la mia famiglia. Mi rimase impressa la parete con le maglie dei ragazzi del Settore Giovanile che avevano esordito in Prima Squadra: un’immagine che porterò sempre con me. In questi anni ho ricevuto aiuto da tutti, dirigenti e allenatori, che mi hanno sempre fatto sentire al centro del progetto. Un ringraziamento speciale lo voglio fare a Mister Panzanaro che ho avuto ai tempi dell'Under 16: mi aiutò molto a colmare le difficoltà del primo periodo lontano da casa. Essere stato capitano della Primavera e aver esordito tra i professionisti ad Ascoli sono altri bei ricordi e tappe fondamentali, ma sento che il bello deve ancora venire”.
IL DNA JUVENTUS: “Se dovessi spiegare a un ragazzo giovane cos’è la Juve, gli parlerei di rispetto: per il lavoro e per la maglia. Qui te lo insegnano come da nessun’altra parte. Oltre alla grandezza del club e alla cultura della vittoria, sono i sacrifici quotidiani a fare la differenza. Io ho cercato di apprendere questi valori fin dal primo giorno”.
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