John Elkann e Exor saranno personalmente coinvolti nello scenario in cui la Juventus non dovesse andare in Champions League.
I calendario di Juventus: la lotta Champions League
Settimana decisiva tra colloqui e analisi interne
Alla Continassa ci si prepara a una settimana di confronti cruciali che coinvolgeranno l’intera struttura dirigenziale e tecnica del club. La proprietà guidata da John Elkann ha intenzione di avviare una serie di incontri con tutte le figure chiave, a partire dall’allenatore Luciano Spalletti, passando per l’amministratore delegato Damien Comolli e fino a Giorgio Chiellini. L’obiettivo è analizzare in profondità le cause della crisi che ha colpito la squadra, evitando decisioni impulsive ma riconoscendo al tempo stesso la necessità di un cambio di rotta. La sensazione, all’interno del club, è che la stagione abbia evidenziato criticità strutturali che richiedono interventi su più livelli, sia sportivi sia gestionali.
Il nodo economico e l’ipotesi aumento di capitale
Sul piano finanziario lo scenario appare altrettanto delicato. Il mancato accesso alla Champions League comporterebbe un impatto economico significativo, con una perdita stimata intorno agli 80 milioni di euro. Una cifra che mette la società di fronte alla necessità di intervenire con risorse esterne per riequilibrare i conti. Per evitare di finire con i conti in negativo, la Juventus dovrà fare qualche sacrificio di mercato, ma potrebbe non bastare. In questo contesto prende sempre più corpo l’ipotesi di un nuovo aumento di capitale da parte di Exor, la holding che controlla la Juventus. Si tratterebbe di un’operazione necessaria per coprire il disavanzo generato dalla mancata partecipazione alla massima competizione europea e per garantire stabilità al club nella fase di transizione.
Europa League e ricavi parziali
Un contributo economico arriverà comunque dalla partecipazione all’Europa League, competizione già certa per la Juventus. Con un percorso che si ferma agli ottavi di finale, il club potrebbe incassare circa 20 milioni di euro di base, cifra che salirebbe fino a 30-40 milioni complessivi in caso di cammino molto positivo. A questi introiti andrebbero aggiunti i ricavi da botteghino e le entrate commerciali legate alle partite europee. Tuttavia, anche nello scenario migliore, questi numeri non sarebbero sufficienti a compensare il vuoto lasciato dalla Champions League, rendendo inevitabile un intervento diretto della proprietà per sostenere il bilancio e garantire continuità al progetto sportivo.
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