Angelo Alessio, calciatore della Juventus nelle stagioni 87/88 e dal 1989 al 1992 e vice allenatore dal 2011 al 2014
In un’intervista rilasciata ai taccuini di Tuttosport Angelo Alessio, ex calciatore e vice allenatore di Antonio Conte, ha voluto esprimere il proprio punto di vista sul periodo di forma che sta vivendo la Juventus di Igor Tudor. Di seguito l’intervista completa:
Angelo Alessio, si è divertito l’altra sera?
“Per il risultato, Juventus-Borussia è stata anche bella. Però è chiaro: ha subito 4 gol, ai bianconeri non è che capiti così spesso. Ci sono stati tanti errori“.
A cosa li imputa?
“Credo che la Juve non abbia ancora trovato l’assetto giusto. Tudor sta sperimentando, ma c’è da lavorare“.
Su cosa, in particolare?
“Non sembrano dominare le partite, in alcuni momenti sono poi fragili. A centrocampo Koopmeiners e Thuram non hanno convinto: è lì che bisogna trovare le soluzioni giuste. Naturalmente, con Yildiz e David più Openda qualcosa devi pur concedere…“.
Le due rimonte, però: sono il click che serviva?
“L’entusiasmo del Derby l’hai portato in campo con il Dortmund. Yildiz fa la differenza, dietro se correggi ciò che serve, subendo meno gol, allora sarà diverso“.
Cosa dà al gruppo un doppio risultato così?
“Resta un punto di forza, perché lì devi riuscire a recuperare le partite, e poi magari provi a vincerle. Dà adrenalina. Ma lo sa anche Tudor: se non si pone un rimedio agli errori, non può sempre andare bene. Certo, si lavora in un clima diverso“.
Si può fare un paragone con la sua Juventus?
“Non ne farei, non è giusto. Questa squadra è molto differente: ha tanti giocatori stranieri. I risultati aiutano, però se arrivano in questo modo c’è qualcosa che non va. Il tempo può accentuare le preoccupazioni. Magari la sconfitta avrebbe aiutato a vedere le cose per ciò che sono“.
Lei era il vice di Conte in una Juventus fortissima. Quando avete capito che sarebbe stata un’annata vincente?
“Alla prima, con il Parma. Avevamo notato già una squadra molto unita. Ma in quella rosa c’erano Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini. E ancora Pirlo e Vidal. Fino all’ultimo anno di Del Piero“.
La percezione è stata immediata, quindi.
“Sì, già nel precampionato. Soprattutto in termini di compattezza. Poi tante cose devono incastrarsi al posto giusto. E siamo cresciuti nel tempo, nei risultati. Siamo stati bravi a restare in alto in classifi ca, cambiando obiettivo a tre quarti del campionato. Si parlava di tornare in Champions, poi abbiamo vinto lo scudetto“.
Cosa conta, adesso?
“La Juve è all’inizio, l’importante è rimanere in alto e non staccarsi tanto, restando sempre nelle posizioni di vertice. Il gruppo potrà solo crescere, ma deve passare attraverso un percorso. Occorre equilibrio. E pure mantenere una fase offensiva così efficace“.
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