Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Andrea Stramaccioni ha parlato in vista del derby d’Italia in programma sabato 14 febbraio. Di seguito le sue dichiarazioni:
La differenza in classifica ci racconta la verità ? “Sì, ma con una precisazione fondamentale.
I punti fotografano il momento, ma i progetti sono diversi. L’Inter ha cambiato allenatore ma non anima: gruppo esperto, consolidato, reduce da due finali di Champions, uno scudetto e un titolo perso all’ultimo respiro. La Juventus, invece, sta costruendo ora con Spalletti un nuovo ciclo, fatto di idee, giovani e identità”.
Le parole di Chivu sono una strategia? “Dopo il 5-0 al Sassuolo, Chivu ha definito Inter-Juve “una partita come le altre”. Una frase che ha fatto discutere. Dal punto di vista comunicativo ha senso, ma i numeri raccontano altro: all’andata l’Inter ha perso contro Juve, Napoli e Milan, e al ritorno ha pareggiato ancora con il Napoli. Vincere sabato significherebbe certificare il dominio anche negli scontri diretti”.
Dove si decide Inter-Juventus? Due le chiavi principali: “La fase di non possesso della Juventus contro la straordinaria capacità finalizzativa dell’Inter. Non è solo difesa contro attacco, ma organizzazione di squadra, duelli, occupazione degli spazi. La gestione del pallone della Juve nella metà campo avversaria: se i bianconeri riusciranno a togliere certezze all’Inter passando dai piedi di Yildiz, Conceiçao e Locatelli, la partita può cambiare volto”.
Chi saranno i protagonisti? “Due nomi su tutti, già decisivi in passato in questa sfida: Marcus Thuram, devastante per fisicità e profondità. Francisco Conceiçao, talento imprevedibile capace di accendersi nei grandi palcoscenici”.
Il derby d’italia sempre una gara speciale: “Inter-Juventus vale sempre tre punti, ma non è mai una gara normale. È una delle partite più viste al mondo della Serie A, uno specchio del nostro calcio e delle sue rivalità storiche”.