La Juve, in questo finale di campionato, dovrà vedersela con tre avversarie ostiche, che già nel girone d'andata gli hanno negato la vittoria.
I calendario di Juventus: la lotta Champions League
Lecce, Fiorentina e Torino: sei punti sfumati nella prima metà di stagione
La Juventus si gioca tutto nelle ultime tre giornate contro Lecce, Fiorentina e Torino, tre avversarie che occupano la parte destra della classifica ma che, all’andata, hanno creato più di un problema ai bianconeri. Dopo due pareggi consecutivi, la squadra di Spalletti non ha alternative: servono solo vittorie per blindare il quarto posto e difendersi dal ritorno della Roma, distante appena un punto. Il calendario, sulla carta, potrebbe sembrare favorevole, ma i precedenti stagionali raccontano una storia diversa. Contro queste tre squadre, infatti, la Juventus ha raccolto appena tre punti, senza mai riuscire a vincere. Un dato che pesa come un macigno proprio ora che ogni dettaglio può fare la differenza nella corsa alla Champions. Serve un cambio di passo netto, soprattutto sul piano della gestione dei momenti chiave delle partite, aspetto che era costato caro nei primi incroci.
Gli errori contro il Lecce e l’occasione mancata con la Fiorentina
Il primo ostacolo sarà il Lecce, capace all’andata di strappare un 1-1 allo Stadium al termine di una gara dominata dai bianconeri ma condizionata da errori pesantissimi. Un passaggio orizzontale sanguinoso di Andrea Cambiaso spalancò la porta al vantaggio salentino firmato da Lameck Banda. A inizio ripresa il pareggio di Weston McKennie sembrava poter indirizzare la gara verso la rimonta, ma un super Wladimiro Falcone salì in cattedra, parando anche il rigore calciato con il cucchiaio da Jonathan David. Stesso copione con la Fiorentina, altro 1-1 maturato tra rimpianti e decisioni sfavorevoli. Il vantaggio juventino con un gran tiro di Filip Kostić fu annullato dal pareggio di Rolando Mandragora, ma a far discutere fu soprattutto il rigore prima concesso e poi revocato per un contatto tra Pablo Marí e Dušan Vlahović.
Il derby bloccato e la necessità di cambiare marcia
Ancora prima, era arrivato lo 0-0 nel derby contro il Torino, una gara equilibrata e poco spettacolare in cui le occasioni migliori furono neutralizzate dai portieri. In quel periodo Spalletti era ancora alla ricerca della quadra e la squadra faticava a trovare fluidità offensiva. Decisivo nel finale fu l’intervento di Alberto Paleari su McKennie, che negò ai bianconeri una vittoria che avrebbe cambiato il peso di questo finale di stagione. Ora lo scenario è completamente diverso: la Juventus ha maggiore consapevolezza, ma non può più permettersi leggerezze. Quei tre pareggi dell’andata rappresentano un campanello d’allarme evidente. Per conquistare la Champions servirà una versione più cinica, più attenta e soprattutto più concreta contro tre squadre che, mesi fa, avevano già dimostrato di saper mettere in difficoltà i bianconeri.
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