Sono state diramate le liste dei pre-convocati per il prossimo Mondiale. Pochi giocatori della Juve, dato pià basso delle ultime 5 edizioni.
I calendario di Juventus: la lotta Champions League
Una presenza ridotta verso USA, Canada e Messico
A meno di un mese dalla gara inaugurale del Mondiale 2026 tra Messico e Sudafrica, le nazionali stanno diramando le liste dei preconvocati. In casa Juventus, il numero di giocatori attesi alla rassegna iridata appare insolitamente basso rispetto alla tradizione del club. Tra i nomi che sembrano certi di partire ci sono Bremer con il Brasile, Kenan Yildiz con la Turchia, Weston McKennie con gli Stati Uniti, Jonathan David con il Canada, Francisco Conceiçao con il Portogallo e Juan Cabal con la Colombia.
Resta in bilico Teun Koopmeiners, tornato nel giro dei Paesi Bassi solo di recente. Secondo le indiscrezioni francesi, invece, non dovrebbero far parte del gruppo scelto da Didier Deschamps né Pierre Kalulu né Khéphren Thuram, anche a causa dei problemi fisici che hanno limitato quest’ultimo nelle ultime settimane. Il totale dei convocati juventini dovrebbe fermarsi a sette, al massimo otto, un dato che rappresenta il minimo nel nuovo secolo.
Il confronto con il passato e il peso della storia
Storicamente, la Juventus è quasi sempre stata la squadra di Serie A con il maggior numero di giocatori presenti ai Mondiali. Il picco recente risale al 2006, quando furono tredici i bianconeri impegnati in Germania, con ben otto protagonisti nella finale tra Italia e Francia. L’unica eccezione simile all’attuale situazione fu il 2010, quando i convocati furono nove, in un periodo complicato per il club dopo le vicende di Calciopoli e una stagione turbolenta in panchina. Nelle edizioni successive, la Juventus aveva ripreso il proprio ruolo di riferimento anche a livello internazionale. Furono dodici i convocati nel 2014, undici nel 2018 e undici nel 2022, nonostante l'assenza della nazionale italiana. Numeri che testimoniano quanto la rosa fosse composta da calciatori di primo piano nel panorama mondiale.
Un indicatore dello stato attuale della rosa
Il dato attuale racconta invece una fase diversa, quella di una squadra in ricostruzione, ancora alla ricerca di leader affermati e di giocatori con uno status internazionale consolidato. Non è solo una questione numerica, ma anche simbolica: meno presenze al Mondiale significano minore rappresentanza ai massimi livelli del calcio globale. È probabile che, questa volta, siano altre squadre italiane a fornire il maggior numero di giocatori alle nazionali. Per la Juventus, però, questa fotografia può trasformarsi in uno stimolo: tornare ad avere una rosa capace di incidere stabilmente anche sul palcoscenico mondiale resta uno degli obiettivi del nuovo ciclo tecnico.
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