Il finale di campionato si avvicina, e la Juve non vuole farsi trovare impreparata neanche sul piano delle uscite nel calciomercato estivo.

I calendario di Juventus: la lotta Champions League

Strategia e programmazione estiva

La Juventus si prepara a un’estate di profonde valutazioni, con l’obiettivo dichiarato di costruire una rosa competitiva a prescindere dalla qualificazione alla prossima Champions League. Le parole dell’amministratore delegato Damien Comolli hanno chiarito l’intenzione del club: investire in modo ambizioso, puntando su qualità ed esperienza, ma allo stesso tempo rivedendo diversi equilibri interni. Molti giocatori oggi non possono considerarsi certi della permanenza alla Continassa. Tra gli intoccabili figurano pochi nomi: in difesa Kalulu, Cambiaso e forse Bremer; a centrocampo Locatelli, Thuram e McKennie; in attacco Yildiz e Conceição. Per il resto, quasi tutti sono sotto osservazione.

Portieri e difesa sotto osservazione

In porta, la situazione è tutt’altro che definita. Pinsoglio ha rinnovato e resterà come terzo, ma sia Di Gregorio sia Perin potrebbero salutare. L’interesse verso Alisson apre scenari importanti: l’arrivo del brasiliano comporterebbe la partenza di almeno uno dei due, se non di entrambi. La Juventus riflette anche sulla struttura difensiva, dove l’idea di una linea a quattro porta a valutazioni precise sugli interpreti. A destra Kalulu è saldo, mentre al centro la possibile abbondanza potrebbe spingere a una cessione eccellente tra Bremer e Gatti. Le dichiarazioni del brasiliano, desideroso di vincere subito, hanno acceso interrogativi sul suo futuro. A sinistra, invece, si cercano rinforzi: un centrale mancino e un terzino di ruolo. I nomi di Senesi e Spinazzola rappresentano idee concrete, mentre Kelly e Cabal sono considerati utili ma non imprescindibili.

Centrocampo tra certezze e rischi economici

Il reparto che presenta le questioni più delicate è probabilmente il centrocampo. Locatelli, Thuram e McKennie sono considerati pilastri, mentre per tutti gli altri si valutano offerte. Le situazioni di Adzic e Miretti portano verso prestiti formativi, Kostic è in scadenza, ma il caso più spinoso riguarda Koopmeiners. Arrivato nell’estate 2024 per una cifra superiore ai 50 milioni, l’olandese non ha mai inciso come previsto ed è oggi una riserva. La Juventus, però, deve fare i conti con i numeri di bilancio: per evitare una minusvalenza, serviranno oltre 32 milioni. Una cifra difficile da ottenere considerando il rendimento del giocatore. Il club accetterebbe solo una cessione definitiva o un prestito con obbligo di riscatto. Questo vincolo economico complica enormemente le trattative, perché limita il numero di potenziali acquirenti. L’eventuale partenza di Koopmeiners sarebbe una scelta tecnica ma anche finanziaria, con la società chiamata a trovare un equilibrio tra esigenze di campo e sostenibilità economica.

Attacco affollato e casi complessi

In avanti, la Juventus vive una situazione ancora più intricata. Yildiz e Conceição sono certezze, mentre Boga verrà con ogni probabilità riscattato. David potrebbe restare grazie al fatto di essere arrivato a parametro zero, facilitando eventuali plusvalenze future. Le questioni più delicate riguardano Milik, Vlahovic, Zhegrova e Openda. Milik, frenato dagli infortuni, potrebbe partire solo in prestito gratuito. Vlahovic è nel mezzo di una trattativa complessa per il rinnovo, con distanza su ingaggio e durata del contratto. Zhegrova, invece, deve dimostrare di meritare spazio: per evitare minusvalenze, servirebbero oltre 11 milioni dalla sua cessione, ma il club nutre dubbi più sulla sua personalità che sulle qualità tecniche. Il caso più pesante è Openda, acquistato per oltre 40 milioni e finora grande delusione. Per non generare una perdita, la Juventus dovrebbe venderlo a una cifra quasi irraggiungibile. Per questo prende quota l’idea di un prestito che ne rilanci il valore, rimandando il problema di un anno. L’estate bianconera si preannuncia quindi come una vera rivoluzione, dove molte decisioni saranno influenzate non solo dal campo, ma soprattutto dai numeri di bilancio.

Edon Zhegrova

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